La pioggia di questa notte ha sortito un effetto purificatore. Una specie di ribellione degli elementi alla barbarie degli uomini, il trionfo della poesia sull’inciviltà e l’incuria: una buona parte dei i manifesti abusivi che imbrattano la capitale (e che per i romani è l’effetto “lasagna elettorale”) è stata spazzata via.

Peccato che le squadre di attacchini, che lavorano indefessamente con l’ordine tassativo di coprire ogni traccia degli avversari politici, sono già al lavoro per riattaccare i faccioni e gli slogan improbabili dei molti che vorrebbero essere eletti e che magari parlano di libertà, onestà e onore.

I tipografi ci dicono che sono a pieno regime quindi ci dobbiamo aspettare vagonate di manifesti attaccati ovunque (anche dove non si dovrebbe e potrebbe, come abbiamo già documentato nei giorni scorsi) con il primo piano dell’ex governatore Storace che invita a “credere” nella rimonta e la foto della ‘madonna’ photoshoppata della Meloni.

Perché il Comune non interviene? Cosa fa Alemanno? Ce lo ricordiamo con la pala in mano a far finta di spalare la neve, perché non fa un giro per le vie di Roma, anche solo a far finta di interessarsi del problema? Niente.

Per questo ho fatto partire una campagna di denuncia e sensibilizzazione tramite Twitter: chiunque si trovi davanti a un manifesto abusivo, faccia una foto con lo smartphone con l’hashtag #lasagnaelettorale. Sul mio sito www.gianfrancomascia.it c’è una pagina che pubblicherà le foto di denuncia che arriveranno.

Un modo per smascherare tutti quelli che chiedono il voto ai cittadini riempiendosi la bocca di parole come onestà, rispetto delle regole, legalità, morale, ma che nella pratica dimostrano di non rispettare nessuna di queste belle virtù.

*Gianfranco Mascia è candidato alle elezioni regionali del Lazio 2013 con Rivoluzione Civile