« Con l’aiuto dell’Istituto Cattaneo, il lettore potrà scoprire le ragioni del successo del M5s e potrà quindi, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, su cui Grillo si sforza quotidianamente di mettere un’ipoteca, inquadrare bene il movimento e la sua organizzazione dentro e fuori la rete, il rapporto tra la base e il condottiero-blogger, le relazioni tra eletti e militanti, l’uso delle tecnologie informatiche e della «web democracy». Questo si legge nella prefazione del libro ricerca “Il partito di Grillo” di Piergiorgio Corbetta, professore ordinario di Metodologia della ricerca sociale nell’Università di Bologna e di Elisabetta Gualmini, professore ordinario di Scienza politica nell’Università di Bologna.
L’Istituto Cattaneo è storicamente, una delle prime (e ancora oggi una delle poche) think tank italiane. La politica di finanziamento dell’Istituto è costantemente orientata a salvaguardarne l’autonomia scientifica e culturale e ad evitare quindi che si instaurino, anche in via di fatto, rapporti di dipendenza finanziaria nei confronti di specifici committenti o sponsoR, pubblici o privati che siano. Ma andiamo sui dati che emergono dalla ricerca:

Chi sono gli elettori del movimento 5 Stelle?
I voti che prende il movimento sono principalmente sottratti alla sinistra, l’enfasi sui temi ecologisti e sulla partecipazione diretta costituisce punti di contatto con la green wave degli anni 80 che fu catalogata nella sinistra libertaria. 
Molti hanno parlato di Grillo-Leghismo per la somiglianza delle invettive di Grillo a quelle di Bossi, accostamento valido secondo gli autori poiché evocato dallo stesso Grillo quando afferma che il suo movimento sta riempiendo spazi che in atri contesti sono stati occupati da movimenti di estrema destra. Questi sentimenti antiestablishment non sono però un tratto esclusivo delle destre populiste ma tipiche anche della sinistra libertaria già citata. 

Dati: 
Giovani: solo il 6,5% dei votanti per Grillo ha oltre i 64 anni il picco di consensi è nella fascia di età tra 35 e 44 anni: preferenze attorno al 30% primo partito prima del Pd. 
Nord: 22,7% ; Sud 21,10, Centro 20,2
Istruzione: il 16,4% scuola dell’obbligo; 27,3 diploma; 23,7 laurea. Secondo gli autori il fatto che il movimento sia molto più votato da chi ha un’istruzione media più che elevata sembra avvicinarli all’elettorato di stampo populista. 
Occupazione: 26,8 disoccupati; 25,3 studenti; 29,5 operai ; 28,5 dipendenti privati; 27,4 liberi professionisti. Non c’è un profilo sociale ben definito solo la categoria delle casalinghe si attesta come meno recettiva alle istanze del movimento. Gli autori definiscono il M5S: “movimento pigliatutti in grado di raccogliere consensi diffusi in tutte le categorie occupazionali”.
Religione: 25,8 non credenti; 24,4 credenti non praticanti, 15, 3 praticanti assidui
Il movimento raccoglie inoltre più elettori maschi che donne, dato  spiegabile come divario digitale tra uomini e donne come dimostrato da una  ricerca di Sartori del 2006.
Altro dato: gli elettori tipici del M5S sono cittadini attivi cioè che tendono a partecipare ad associazioni sociali di volontariato ma soprattutto attività sportive. Nonostante però la grande presenza di tematiche ambientaliste, la ricerca rivela una bassa partecipazione degli elettori del M5S ad associazioni ambientaliste.
Antipolitica?
La maggioranza dei voti del M5S viene, secondo la ricerca dagli ex elettori del centrosinistra infatti è temuto principalmente dai partiti di quest’area.
Dati: il 34,5 proviene dal Pd -Idv; il 33,8 da Pdl-Lega: il 5,1% da Udc e il 14,2 dal non voto. 
La critica alla democrazia rappresentativa e la spinta dal basso sono temi trasversali che pongono il movimento ad essere post ideologico: la dicotomia non è più destra/sinistra ma Nuova/vecchia politica
Un elettore su 4 rifiuta di collocarsi politicamente; il 6,7 % si definisce di destra; il 9,9 di Centrodestra; il 21,10 di sinistra; il 24,6 % di centro sinistra. Anche qui la dimostrazione che il M5S ruba voti a sinistra. 
Stupefacente questo dato: il M5S è parla di democrazia diretta in cui “uno vale uno” ma alla domanda: “In Italia c’è bisogno di un leader forte?” Il 77,3 % dell’elettorato a 5 stelle risponde sì. 
Altro dato particolare: il Movimento è nato in rete ma la maggioranza dell’elettorato afferma id informarsi tramite la tv.