Sarà perché i sondaggi lo danno inchiodato con tutti i suoi alleati sotto il 15 %, soglia che divide il sostanziale fallimento della sua iniziativa politica dall’essere semplicemente andato molto male o sarà perché si rende conto che la ricetta tedesca che ha applicato con tanto zelo sta ammazzando il paziente e che un euro a 1,4 dollari è insostenibile e non sa come fare sembrare credibile una retromarcia dalle posizioni di Merkeliana intransigenza tenute negli ultimi dodici mesi… Sia come sia, Monti ha perso lo stile tutto loden e famiglia che lo aveva distinto rispetto al governo precedente – impresa niente affatto difficile – e ha cominciato a utilizzare i peggiori strumenti della politica con una maestria che ad alcuni parrà imprevedibile; nonostante le sue nobili dichiarazioni sembra proprio che sia sceso in politica, niente affatto salito.

Non si sa se perché imbeccato dal suo “spin doctor” americano, Monti ha fatto registrare una escalation di aggressività infarcita sempre più di mezzucci elettorali triti e ritriti.

Ha esordito datando la nascita del PD al 1921 così appiccicandogli l’etichetta di “comunisti” come da anni fa Berlusconi; poi ha proseguito alludendo alla statura di Brunetta, al definire Crozza un “pateticamente disinformato”, per finire a ieri con epiteti vari a Berlusconi che hanno spaziato da “incantatore di serpenti” , “simpatico tentativo di corruzione”, “ qualche elemento di usura”.

Le cose peggiori, però, sono state le dichiarazioni a effetto rivelatesi, come nelle peggiori propagande elettorali, prive di sostanza o non corrispondenti alla realtà.

Il disinformato Crozza si è informato sulla “terremotata povera” sbandierata da Monti che è risultata per niente povera e anche poco terremotata e infine oggi il senatore a vita ha collegato la giornata nera di borsa e spread di ieri alle dichiarazioni di Berlusconi sull’IMU.

In effetti ieri lo spread BTP/Bund è aumentato di 19 punti base, pari a circa il 7,1% sul giorno prima; quindi vedo già i sostenitori di Monti anche oltre ogni ragionevole dubbio pronti ad azzannarmi e a darmi del cieco che non vede l’evidente nesso tra le berlusconate del giorno e gli interessi sul debito che siamo costretti a pagare; in perfetta linea con il loro ispiratore che a mezze frasi prospetta manovre supplementari dovute a “increspature dello spread” se la sua vincibile armata non avesse potere di veto a seguito dei risultati elettorali.

Come al solito, mi piace che le argomentazioni logiche siano valide e quella che lo spread è salito per le dichiarazioni di Berlusconi sull’IMU è assai debole. Non potendone dimostrare la veridicità né la non veridicità, tocca guardarsi intorno, per notare come lo spread dei “bonos” spagnoli sia salito ieri del 7,7 %, quello dei bond francesi del 7,5 %, lo spread danese è salito del 12,6 %, quello austriaco dell’ 8 %, quello belga del 6,9 % e persino quello olandese è aumentato, del 5,7 %; anche il tasso dei bund tedeschi è aumentato del 3% rispetto al giorno prima; Monti dovrebbe spiegarci come le dichiarazioni di Berlusconi avrebbero influenzato lo spread degli altri paesi; in mancanza tocca ipotizzare altri motivi più generalizzati.

Insomma, posso capire come Monti cerchi di aggrapparsi all’establishment finanziario europeo per ricevere conforto ed endorsement e come senta la terra del consenso mancargli sotto i piedi, ma il modo di difendersi me lo sarei aspettato assai più raffinato; non la replica di battute acide sulle persone avversarie, non boutade elettorali senza sostanza; a queste modalità rozze eravamo già abituati senza la sua discesa.

Parafrasando quanto si usa dire negli ambiti aziendali quando un ottimo dirigente viene promosso a mansioni non adatte alle sue caratteristiche: abbiamo perso un buon senatore a vita e acquisito un cattivo leader politico?