Sono Paolo Simoni, i Blastema e Andrea Nardinocchi i tre degli otto finalisti che la commissione della Rai ha scelto come finalisti per la categoria Giovani al 63° Festival di Sanremo che comincia il prossimo 12 febbraio.

Hanno la stessa regione di provenienza, l’Emilia Romagna, ma poi anche grandi diversità in quanto a presenza scenica, genere, brano proposto (che conosciamo già in anteprima) e gavetta fatta prima di arrivare sul palco più popolare della musica italiana, da esordienti.

Paolo Simoni è nato a Comacchio 27 anni fa. Debutta all’Ariston con Le parole, un brano interamente composto da lui; un pezzo melodico in pieno stile cantautorato italiano e che fa venire in mente Ivano Fossati di C’è tempo e L’amore fa. Ci ha messo 11 anni Simoni ad arrivare a Sanremo; aveva già provato senza successo nel 2001, e di cose in questo lungo periodo ne ha fatte tante. Finalista della Targa Tenco per la miglior opera prima, vincitore del premio per il miglior arrangiamento musicale nella sezione Big al festival degli autori di Sanremo, premio Musicultura con il brano Fiori su Sassi. Ha collaborato con Mauro Pagani per la presentazione del libro Foto di Gruppo con Chitarrista, ha suonato dal vivo con Massimo Ranieri e Giorgio Conte, e nel 2010 ha aperto il concerto di Ligabue a San Siro. Due sono gli album finora pubblicati: Mala Tempora (Warner Music, 2007) e Ci voglio ridere su (Sony Music, 2012) che contiene il fortunato e prezioso duetto con Lucio Dalla. Sarebbe scomparso pochi mesi più tardi il maestro bolognese, ma non senza aver prima puntato l’occhio su un altro giovane, anno scorso era toccato a Pier Davide Carone,  in occasione del festival. Il duetto Io sono io e tu sei tu si chiude infatti con un emozionante e profetico “E torno dalla luna per dirti buona fortuna” del grande Lucio al giovane Paolino (lo chiamava così) Simoni.

Molte meno coincidenze e molta più gavetta invece per l’unico gruppo in gara, i Blastema. Diciamo anche che la rock band di non più giovani forlivesi che da 14 anni presenzia i più importanti salotti della musica indipendente italiana, di arrivare all’Ariston non  se l’aspettava neanche più. Ma Matteo Casadei (voce), Alberto Nanni (chitarre e cori), Luca Marchi (basso), Daniele Gambi (batteria) e Michele Gavelli (tastiere) debutteranno lo stesso davanti al grande pubblico con Dietro l’intima ragione, un brano fedele alla loro cifra, impegnato ma non troppo, e con il consueto mix di chitarra/basso/batteria che caratterizza la band di Pensieri illuminati, il loro primo album completamente autoprodotto e poi anche di Synthami, l’ultimo lavoro della band prodotto dalla Nuvole e Dintorni, la casa discografica di Dori Ghezzi, che sarà rieditato il 14 febbraio.

Per una delle band più rock del panorama indipendente questo spazio sul palco meno rock della musica popolare è comunque la migliore e forse l’unica occasione per iniziare a vivere della loro musica. “Per avvicinarci a questa manifestazione siamo partiti da un presupposto: che Sanremo è il Festival della musica italiana, di tutta la musica leggera – spiegano i Blastema- e siamo fieri di poter far parte di questa prestigiosa manifestazione in rappresentanza di quel mondo sommerso e florido che è la musica italiana”.

Faccia pulita da boy band, il bolognese  classe 1986  Andrea Nardinocchi andrà a Sanremo con Storia impossibile, testo e musica sono i suoi. Senza averci mai provato prima, senza avere aperto i concerti di nessuno e senza avere vinto mai alcun premio, salirà sul grande palco con un brano perfettamente pop e che sarà inserito nel suo primo EP Il momento perfetto in uscita il prossimo 14 febbraio.

Ma la marcia in più del cantaproduttore è la maniera che ha di usare la loopstation, di autocampionare la sua voce e mixare insieme soul, elettronica e melodia italiana. Di lui si è iniziato a parlare solo lo scorso agosto quando in radio non si faceva altro che ascoltare Un posto per me che ha convinto anche VEVO a sceglierlo per registrare il primo live disponibile in streaming su VEVo.com. In pochissimo tempo ha convinto pubblico, tecnici e perfino la critica; ma sarà comunque il tempo a confermare se davvero Andrea Nardinocchi è davvero la prima popstar geek italiana e il futuro della musica pop che tiene insieme le nuove frontiere, Amici e Sanremo.

di Elisa Ravaglia