Abituati a cene preparate al microonde, pranzi da asporto di tutte le etnie e colazioni a base di croissant addentati al bancone del bar mentre leggiamo le pagine sportive del giornale, la sola idea di cucinare un intero pasto da zero può suonare come una vera minaccia. Possiamo chiamarla “sindrome da soffritto”: dopo una giornata intensa di lavoro, accendere i fornelli e mettersi a spadellare appena varcata la soglia di casa non è proprio la prima cosa che ci viene in mente di fare. E allora via libera a insalate in busta, tonno e sughi già pronti: insomma, qualsiasi cosa che viva dentro una scatola. E questo quando va bene, perché spesso si finisce addirittura in qualche fast food o rosticceria, in quanto a mancare a volte non è solo la voglia, ma anche la fantasia per mettere insieme gli ingredienti in modo sensato.

Ebbene, sono inglesi e americani a risolverci questo problema con lo Scratch Food, letteralmente “ricette create da zero”, cioè realizzate esclusivamente con quello che si ha in casa. Da qualche anno sono infatti arrivati nei supermercati gli scratch meals, confezioni di cibo pronto per essere utilizzate, con ingredienti freschi a vista e tanto di istruzioni per cucinare al meglio la pietanza. Questi kit alimentari richiedono sicuramente più tempo di un prodotto pronto solo da scaldare in un paio di minuti al microonde, ma promettono un risultato ben diverso in termini di qualità, gusto e soddisfazione personale.

L’idea è venuta a uno studente londinese, Phil Pinnel, che con una felice intuizione e l’aiuto di due amici, Alex Neves e Farleigh Hungerford, ha creato un nuovo business. «Durante i miei anni di studio trascorrevo ore davanti al microonde per tenermi in vita. Sognavo pasti migliori, ma non avevo il tempo e l’energia per cucinarli», racconta Pinnel. Così nel maggio 2011 i kit “intelligenti” di sua invenzione sono approdati nella nota catena di supermercati Sainsbury. Ed è stato un grande successo. La scelta è vasta, e si può optare anche per piatti esotici come il pollo tikka masala, con tutti gli ingredienti (carne, curry, pomodori, yogurt e riso) all’interno già tagliati, divisi e pesati, e poche semplici istruzioni per trasformarli in un buon pasto in 10-15 minuti.

C’è da dire che spopolare nei paesi anglosassoni, non proprio terre dalla cucina raffinata, può essere non difficile. Ma lo scratch food punta in alto e arriverà presto anche in Italia. Ed è ovviamente da provare: in fondo può essere anche utile, se ci si vuole vantare di aver preparato una cena senza aver tagliato neanche mezza cipolla. E magari, con una mise en place fatta come si deve, ne esce fuori pure una cena dignitosa.

di Giorgia Cipria

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