Affronto un problema nello stesso tempo drammatico e banale: Destra e Sinistra ci sono ancora? Una premessa prima di rispondere. Quando dico “sinistra” non intendo marxismo, ma qualcosa che tenterò di definire di volta in volta, in prossimità della difesa del lavoro. Quando dico ” destra” è chiaro che dovrò districarmi fra le tre destre italiane, quella di mercato (detta anche neoliberista) quella di potere (dunque neo o vetero fascista) e quella che si dedica a invocare tradizioni, valori, forze armate, famiglia “naturale”, lotta all’aborto fatto uguale a omicidio. Per chiarezza userò di nuovo i paragrafi numerati.

1) Ti dicono che Destra e Sinistra non significano più niente. Qui bisogna essere chiari. È vero se ci riferisce ad alcuni partiti che, sulla scena politica di oggi, si dichiarano di sinistra e vogliono continuamente “riformare il lavoro” (ovvero accettano il dettato di destra secondo cui il problema comincia dal lavoro e non dal vuoto di capacità dirigenziale). E se si accetta che si dicano “di destra” partiti come La Lega Nord, collezionista di privilegi, esenzioni, eccezioni e premi validi solo per la parte politica che il partito rappresenta, senza la minima nozione di mercato. Ma non è vero se si vuol far credere che qualcosa (vuoi la tecnologia, vuoi la globalizzazione), ha annullato ogni differenza sul modo di concepire vita e destino degli esseri umani, che dovrà d’ora in poi essere uguale per tutti. È un modo per dire, con definizione orwelliana, che ognuno deve stare dove sta, sotto, sopra o in mezzo, senza portare disordine con le sue pretese di progresso sociale, senza la petulanza di reclamare merito e premio per un suo presunto valore, se non appartiene al clan giusto.

2)  Si fa avanti la pretesa del Centro, come luogo mite di aggregazione che attrae e non respinge, rassicura e non attacca, pacifica e non divide, e, come ideologia, si affida al buon senso. Parole sante ma non vere. Il Centro è poroso. E per una ragione che non staremo a spiegare, si imbeve rapidamente di “antichi valori tradizionali” che tendono a invadere ogni spazio di dibattito politico.

3) La miglior risposta alla fine di Destra e Sinistra è  un vasto e solido aggregato politico a cui sono state tagliate le ali e abbassati i toni. Dubito che sia un argomento in grado di dimostrare che la “vecchia” contrapposizione non c’è più. Dov’è il punto in cui una proposta di governo comincia ad essere estrema, e da dove viene la certificazione del pericolo? Se è oggettiva vuol dire che Destra e Sinistra sono li, intatte, a ingombrare la scena. Se è soggettiva, descrive la presenza rischiosa di un arbitro che è anche governo. Ovvio che si tratta di un non senso.

 4) Entrano allora in scena, come in uno strano circo, “conservatori” e “innovatori”: Abbiamo di nuovo i due termini di una contrapposizione netta camuffata solo dalla denominazione. Esempio: difendere la Resistenza è “conservazione”. E il ritorno del fascismo (ungherese o di Casa. Pound ) è “innovazione”. Ma, ma come si vede, si usano riferimenti temporali al prima e al dopo per cambiare o nascondere il senso e degli eventi, e questo è un inganno.

5) Welfare e mercato. Il welfare è male perché spreca risorse, il mercato e’ bene perché le impiega a buon fine. Il suggerimento è di affidarsi al mercato, che è agile, snello e disinteressato (non si era detto che c’è una mano invisibile? ) e diffidare del welfare, che si trascina una burocrazia sprecona e costosa.
Eppure Il New Deal roosveltiano è stato un mondo capitalistico che ha funzionato benissimo (anzi ha resuscitato il Paese America da una crisi gravissima) con una forte cura di solidarismo sociale, di sostegno ai più deboli, persone e imprese. Il periodo di esaltazione del mercato e di premio ai più ricchi inaugurato da Ronald Reagan è stato un capitalismo che ha quasi abolito il Welfare e promesso miracoli che il mercato non poteva compiere e non ha compiuto. Inoltre, abolendo quasi ogni regola come atto di venerazione per il mercato e la sua infinita saggezza, ha provocato un disordine economico pericoloso per tutti. Ha portato alla grande crisi economica che stiamo ancora vivendo. Ma ha esaltato e non abolito la contrapposizione che, in termini tradizionali, possiamo ancora chiamare Destra e Sinistra.

6) Più Stato o meno Stato? Anche questa domanda camuffa il vecchio argomento. Meno Stato significa ognuno per sé e i poveri si arrangino. Infine: si puo’ essere “oltre”? Si può essere “sopra”? Forse Dio. “Oltre” vorrebbe dire un nuovo ordine mondiale di cui non si ha notizia. “Sopra” significa sentirsi nella postazione napoleonica illustrata da David per dirci come un imperatore assisteva alle sue battaglie dalle colline. Ma poi quell’imperatore doveva vincere quelle battaglie e quando le perdeva, essendo parte (la parte vinta) pagava. Dunque era sopra la collina ma non sopra la mischia. Come si vede, la democrazia si restringe se un uso arbitrario delle parole fa perdere il filo e copre i pezzi del gioco. Meglio riconoscere che l’ospedale senza tickets è di sinistra e che la medicina privata è di destra. Suona semplice, un po’ alla Celentano, ma racconta i fatti. E consente di decidere.

Il Fatto Quotidiano, 3 Febbraio 2012