La rete è incinta, lo sapevate? Da qualche anno dilaga in internet il fenomeno del mommy blogging, di cui ignoravo l’esistenza fino a quando ho deciso di aprire www.genitoriprecari.it.

Se sei donna, mamma e da grande volevi fare la scrittrice, hai le carte in regola. I punti aumentano se hai una vicenda particolare da raccontare, due o tre figli e magari te li cresci da sola perché tuo marito (debosciato) lavora troppo o lavora lontano. Si passa dal blog stile grande fratello (della serie, oggi vi racconto gli affari miei e della mia famiglia) a quelli meno autoreferenziali dove alla base c’è un progetto da mettere in rete, uno scambio di idee, un modo per inventarsi una professione conciliando lavoro e famiglia. In ogni caso il mommy blogging è un modo per condividere la propria quotidianità, fatta di sfide importanti ma anche, semplicemente, di figli con la febbre. E il dilagare del fenomeno (in tutta Italia sarebbero 3mila le mamme blogger) è segno del rimando emotivo che si instaura tra le mamme blogger e le mamme lettrici.

E le donne in rete navigano talmente a gonfie vele che la Bocconi ha deciso di realizzare una ricerca su mamme e informazione per capire come il fenomeno del mommy blogging sia cambiato negli ultimi anni e quali siano le indicazioni per il futuro.

Ma non solo il web strizza l’occhio alle mamme. C’è il festival di Sanremo che da un paio d’anni è diventato mommy friendly con la seconda edizione di Mamme a Sanremo e ci sono fiumi di edizioni di Momcamp, il barcamp dedicato a tutte le donne con figli al seguito, che si rinnova ogni anno.

Anche le radio stanno diventando mommy friendly. Un esempio su tutti è la rubrica “L’Italia è un paese per donne e per giovani?”, in onda sui 106.6 di Radio Rock, storica emittente della Capitale. Tutte le domenica, dalle 14 alle 18, la conduttrice Betta Cianchini, mamma, attrice e nota speaker romana, solleva la questione alle ospiti presenti nella sua trasmissione, “La Bettola Rock” . A rispondere,  affermate giornaliste, scrittrici, esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo ma soprattutto donne che hanno girato e messo il naso fuori l’Italia, pronte a raccontarci cosa accade all’estero. Da casa la possibilità di intervenire, di dire la vostra, di portare una testimonianza scrivendo a radiorock@info.it  oppure bettacianchini@radiorock.it

E poi ci sono i forum. L’ultimo nato è quello lanciato da Tutto parla di voi, al quale ho partecipato per parlare di maternità e lavoro. E stasera, dalle 22, replicheremo.

Insomma, dal mommy blogging ai media mommy friendly, la mamma attira, soprattutto se desiderosa di rivalsa. Tutta questa attenzione suscita un interrogativo. A parte il web, l’Italia è mommy friendly?

La domanda che Betta Cianchini pone nella sua trasmissione radio va al cuore del problema e merita una risposta. Questo, è un paese per donne e per giovani?

No, se guardiamo agli ultimi dati ministeriali, secondo cui la media delle famiglie italiane (8 milioni di persone) guadagna meno di ventimila euro l’anno mentre l’ascensore sociale è tornato indietro di 27 anni.

No, se leggiamo l’ultimo rapporto di “Mamme nella Crisi” di Save the Children, secondo cui “in Italia quasi 2 donne su 3 sono senza lavoro se ci sono 2 figli mentre tra il 2008 e il 2009 ben 800.000 mamme hanno dichiarato di essere state licenziate o di aver subito pressioni a seguito di una gravidanza”. Rispetto 2003,  nel 2009 le interruzioni forzate dal lavoro alla nascita di un figlio sono quadruplicate diventando l’8,7% mentre l’occupazione femminile, che nel 2010 si attestava al 50,6% per le donne senza figli – ben al di sotto della media europea pari al 62,1% – scendeva al 45,5% già al primo figlio fino a toccare quota 31,3% nel caso di 3 o più figli”. Sarà forse, anche per questo, che le nascite annue tra il 2008 e il 2010 sono calate di 15.000 unità”. Ecco, l’Italia non è con tutta evidenza un paese per donne, figuriamoci per mamme. Ma neanche per uomini, lavoratori, studenti, laureati, esodati, neonati e via dicendo. 

Mi verrebbe da dire, mommy friendly un corno.