“Mi impegno a ridurre le tasse”, dichiara Mario Monti ed è come se al posto del Professore parlasse il Cavaliere. Colpa delle promesse elettorali che alla fine, in nome del dio voto, livellano i bocconiani ai berlusconiani ai bersaniani e al resto della truppa partitica.
Sembra passato un secolo da quando giornaloni e giornalini si dedicarono all’incensamento del sobrio premier tecnico esaltandone il portamento sobrio ed elegante, il sobrio ed essenziale eloquio, le battute sobriamente spiritose. Marco Travaglio immaginò che il cane di cotanto prodigio alla vista di un osso evitasse sobriamente di addentarlo.

Al di là dei soffietti in quell’Italia di fine 2011 reduce dalle follie del sultano di Arcore c’era il desiderio profondo di una guida competente e autorevole che ci restituisse un po’ di rispetto e di credibilità internazionale. Una normalità che è costata i sacrifici che sappiamo anche se nessuno poteva immaginare che la quaresima seguita al carnevale ci avrebbe al tal punto dissanguati. Dissero alcuni studiosi che Monti incarnava quella figura paterna, severa ma giusta, che per troppo tempo era mancata al Paese (dai tempi di De Gasperi sostenne qualcuno).

Un padre, perché di padreterni ce ne sono stati anche troppi: dagli indottrinatori sessantottini passando per le stanze del vecchio Pci fino a Bettino Craxi, l’omone degli incubi psicanalitici della sinistra, per arrivare al Berlusconi non ancora ridicolizzato dal bunga bunga. Come padreterno Monti è durato fino a quando, per imperscrutabili motivi, ha deciso di scendere dall’olimpo dei senatori a vita per mescolarsi ai venditori urlanti di promesse un tanto al chilo.

Ma ora che anche lui parla come gli altri chi ci dirà la verità? Perché è la verità che sommamente manca in questa campagna elettorale. La dimensione della crisi e il tempo che ci vorrà per tornare alla normalità. Un tempo che non prevede impossibili abolizioni dell’Imu, ma un lungo e faticoso percorso di rigenerazione. Il tempo della disciplina, dei sacrifici, della perseveranza non tradisce ma gratifica e salva. Sapete chi ha espresso questo concetto?

Il presidente Obama, pochi giorni fa all’atto dell’insediamento del suo secondo mandato. Così parla un vero un uomo di Stato con una visione nel futuro. Mentre qui da noi si spaccia il fumo delle illusioni.

Il Fatto Quotidiano, 3 Febbraio 2012