Cala il silenzio sul sequestro di Ethan, il bimbo di cinque anni affetto dalla sindrome di Asperger, tenuto in ostaggio dal 29 gennaio in un bunker sotterraneo da Jimmy Lee Dykes un veterano armato di 66 anni, nei pressi di Midland City, un paesino nel sud dell’Alabama.

Gli uomini che stanno cercando di salvare il bimbo mettono in guardia sulla diffusione di ogni notizia sensibile per timore che Dykes, armato, possa innervosirsi visto che è in grado di seguire gli eventi attraverso la televisione. Così nell’unica conferenza stampa, lo sceriffo è arrivato a “ringraziare” il signor Dykes di “prendersi cura” del piccolo.

La zona è presidiata dalle forze di polizia. In particolare, sono al lavoro gli uomini della squadra specializzata in questo tipo di operazioni, l’Hostage rescue team (Hrt), un reparto interno all’Fbi. Sono loro che sono riusciti ad avviare un contatto con l’aguzzino, parlando attraverso un tubo di gomma lungo alcuni metri, unica via di comunicazione del bunker con l’esterno. Ma sulle trattative, ormai da tempo non trapela alcun dettaglio. Non si conoscono le condizioni di Dykes per arrendersi. All’inizio si parlò di una sua richiesta di parlare in tv, ma oggi non si sa più nulla. Gli inquirenti hanno spiegato che questo blackout informativo è necessario per aumentare le chance di successo del negoziato. Dentro il bunker, uno sgabuzzino di due metri per tre, pare che sia accesa una tv ed eventuali immagini o notizie di raid imminenti, attorno al bunker, potrebbero impaurire il sequestratore, mettendo così a rischio la vita del bimbo. Gli esperti fanno sapere che il tempo dovrebbe aumentare le possibilità che l’uomo si arrenda. Ma ovviamente aggiungono prudenti che in questo tipo di vicende “ogni caso fa storia a sé”.

Le ultime informazioni, a parte i “ringraziamenti” dello sceriffo, risalgono così al primo febbraio, quando è stato lasciato intendere che il bimbo sta fisicamente bene, anche se ovviamente piange e chiede dei genitori. Ethan già da tempo ha ricevuto le medicine di cui ha bisogno ogni giorno, oltre ad alcuni pastelli e dei quaderni da colorare. Ora si sa che ha ricevuto anche coperte e altri giochi. Da qualche ora  l’uomo ha anche un volto: è stato infatti diffusa online una sua foto: bianco, con la barba bianca ben curata e i capelli brizzolati.

Nel frattempo tutto il paesino si raccoglie in preghiera. Ieri, per la quarta sera consecutiva, i 2300 abitanti di Midland, malgrado il freddo rigido, si sono dati appuntamento a una veglia davanti al municipio tenendo in mano alcune candele. Anche su Twitter, in tanti sperano che il piccolo Ethan possa tornare a  casa: l’hashtag #rescueEthan, “salviamo Ethan” è tra i trend topic.