Crisi superata? Tutt’altro, a giudicare dai dati diffusi dall’Istat. A novembre 2012 l’occupazione nelle grandi imprese (le aziende con almeno 500 lavoratori), al lordo dei dipendenti in cassa integrazione, segna una diminuzione dello 0,3% su base mensile (al netto cig -0,6%), per un calo su base annua pari all’1,5% su base annua (-2,0% al netto della cassa). Nello stesso periodo del 2011 il ribasso si era fermato allo 0,7%.

Un quadro tutt’altro che incoraggiante, confermato da un’indagine condotta da Eurispes, che rileva “una riduzione generalizzata di quasi tutti i tipi di spesa, indice di una condizione di sofferenza delle famiglie“. Secondo l’istituto di ricerca, i tagli operati dagli italiani riguardano innazitutto il tempo libero. Nell’ultimo anno l’89,9% del campione ha ridotto le spese per i regali, l’88,5% ha acquistato più prodotti in saldo, l’86,7% ha ridotto le spese per i pasti fuori casa, l’85,5% ha cercato punti vendita più economici per l’acquisto di vestiti, l’84,8% ha ridotto le spese per viaggi e vacanze, allo stesso modo l’84,8% ha cambiato marca di un prodotto alimentare se più conveniente, l’83,5% ha ridotto le spese per il tempo libero, l’83,1% le spese per estetista, parrucchiere, articoli di profumeria, l’81,9% quelle per gli articoli tecnologici.

Le vite “low cost” degli italiani passano per meno serate al ristorante e per spese più oculate, a partire da un uso maggiore dei trasporti pubblici per risparmiare benzina. Secondo il sondaggio Eurispes il 73,4% degli italiani nel corso dell’ultimo anno ha constatato una diminuzione del proprio potere d’acquisto. Per far fronte alla crisi si fa un uso maggiore degli acquisti online, dove abbondano le “offerte speciali”, si fa la spesa in punti vendita più economici, anche per quanto riguarda gli alimentari, e si riducono perfino le spese mediche (il 40,6% ammette di averlo fatto nell’ultimo anno).

Per contro è boom tra i “compro oro“: a loro, nell’ultimo anno, si è rivolto più di un quarto degli italiani (28,1%), una vera e propria impennata rispetto all’8,5% dell’anno prima. In aumento anche i lavori “informali” per arrotondare: il 26,8% del campione ha svolto servizi presso conoscenti, dall’assistenza agli anziani alla artoria, passando per la vendita di oggetti autoprodotti, le pulizie, il giardinaggio. E il 14,4% ammette di “aver chiesto denaro in prestito a privati (non parenti o amici) non potendo accedere a prestiti bancari”: un dato allarmante che alimenta il rischio di casi di usura.

L’indagine segnala come il 60,6% degli italiani sia costretto a intaccare i propri risparmi per arrivare alla fine del mese. Il 62,8% ha grandi difficoltà ad affrontare la quarta, quando non la terza, settimana e solo un qiunto degli italiani riesce a mettere qualcosa da parte ogni mese. Le maggiori difficoltà si registrano nella fascia tra i 45 e i 64 anni. L’80% dei cittadini è convinto che la situazione economica generale sia peggiorata negli ultimi dodici mesi, ma la quota di chi pensa che la situazione sia migliorata passa al 10,9% dall’1,4% del 2012. Un lieve segnale di ottimismo, anche se la maggior parte degli italiani (52,8%) è ancora convinta che la situazione economica del Paese subirà un peggioramento nei prossimi 12 mesi. D’altra parte, i segnali di crescita non sono certo positivi: nel 2012 7 italiani su 10 hanno visto peggiorare la propria situazione economica e solo il 4,8% degli intervistati ha dichiarato di aver visto la propria situazione migliorare rispetto a un anno fa.