Una modifica qui un’aggiustatina là e l’ennesimo inciucio è servito. La legge sulla par condicio, che avrebbe dovuto regolare il corretto uso dei tempi e degli spazi della comunicazione politica anche durante questa campagna elettorale, è stata piegata agli interessi di pochi a scapito del diritto dei cittadini ad essere informati secondo Costituzione.

Dicono che la Rai sia in mano ai partiti. E’ vero, i soliti: Pd, Pdl, Udc e compagnia bella. Quelli che hanno voce, e gridano forte, nelle commissioni e nel consiglio d’amministrazione, che si pugnalano alle spalle per spartirsi le poltrone, ma che sono pronti a serrare le fila al primo stormir di fronda, a impugnare le spade contro chiunque osi minacciare il fortino dall’esterno.

Non ci stiamo! Non possiamo restare inermi di fronte a un uso cosi spregiudicato del servizio pubblico. A una vera e propria forma di occupazione dell’informazione Rai, quella che dovrebbe concedere parità di accesso a tutti gli attori in campo.

Per questo domani, primo febbraio, alle 12.30, per protesta saremo davanti alla Commissione di Vigilanza Rai in piazza San Macuto

Un presidio per dire NO alla decisione della Commissione di Vigilanza Rai di limitare la partecipazione di alcuni politici ai dibattiti elettorali e che di fatto assegna tempi, spazi e orari migliori solo a Bersani, Berlusconi e Monti. Una grave violazione della par condicio, realizzata cambiando le regole in corsa, e che in questo modo non garantisce più pari opportunità a tutti i competitori elettorali.

La legge elettorale vigente, infatti, prevede sia per i partiti o gruppi politici tra loro collegati in una coalizione, sia per le altre forze che si candidano a governare, l’obbligo di depositare il programma e di indicare il capo della forza politica o della coalizione. Un obbligo che pone coalizioni e liste sullo stesso piano.

Invece, così come la norma è stata interpretata, ha creato un contrasto con la sostanza stessa della legge 28/2000, una evidente disparità, lesiva dei diritti politici dei cittadini e dei principi di pari opportunità garantiti a tutti i competitori elettorali.

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Sono candidato alle elezioni regionali del Lazio 2013 con Rivoluzione Civile