Visite private in orario di servizio presso l’Ospedale Maggiore. Ad essere nei guai è il dottor Luca Cappuccini, primario di oculistica a Bologna, indagato per falso dalla procura locale. L’inchiesta, coordinata dal pm Giuseppe Di Giorgio, mette sotto accusa l’effettiva presenza del medico durante l’orario di lavoro: l’ipotesi è che in realtà Cappuccini svolgesse contemporaneamente attività libero professionale presso i poliambulatori privati di Bologna e Rimini. Un’accusa pesante, che l’interessato rispedisce al mittente, nascondendosi dietro alcune difficoltà che aveva incontrato nella firma stessa del contratto.

50enne, originario di Rimini, Cappuccini ha svolto la sua attività prima a Bologna, poi all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia a partire dal 2003, per poi spostarsi nuovamente a Bologna nell’autunno 2011. Ora, dopo aver vinto un concorso che lo porterà a Rimini, attende la data di congedo del 4 marzo prossimo.

“Chiunque abbia fatto trapelare questa notizia, – ha dichiarato al Resto del Carlino Cappuccini, – lo ha fatto per danneggiarmi, dal momento che ho appena vinto il concorso per andare in un’altra città”. A Bologna i problemi però risalgono a molto tempo prima, a partire dalla firma sul suo contratto nel 2011. Il primario infatti contestava all’azienda il fatto che l’accordo prevedesse un monte orario minimo per l’attività, clausola che secondo l’interessato andava contro la normativa regionale. “In quel periodo, – ha continuato il primario, – non ho timbrato il cartellino, pur lavorando, perché non avevo nemmeno un contratto di lavoro firmato. C’era da chiarire la mia posizione. Tutto è nato da lì, e ora la vicenda non fa che screditarmi”.

Il ruolo svolto all’interno dell’ospedale di Bologna era da sempre molto ambito per lo stesso Cappuccini, arrivato dopo la buona esperienza reggiana per sostituire quello che lui stesso chiamava maestro, ovvero Giorgio Tassinari. Ora, come teme il primario, il rischio è che l’inchiesta possa gettare cattiva luce sulla carriera del medico riminese da sempre molto stimato sul territorio. La pratica di svolgere visite private a pagamento in orario di lavoro presso l’azienda pubblica è un mal costume che resta vivo in alcuni ambienti ospedalieri. Spetta ora agli avvocati Mariano Rossetti e Paolo Righi, difensori di Cappuccini, provare che in questo caso si tratta di accuse infondate.