La procura di Milano ha chiesto il giudizio immediato per Francesco Leone e tre albanesi accusati del sequestro lampo di Giuseppe Spinelli, il ragioniere di Silvio Berlusconi. Spinelli e moglie tra il 15 e il 16 ottobre scorsi rimasero per circa 11 ore nelle mani dei rapitori, arrestati il 19 novembre, e vennero liberati senza riscatto. 

Il contabile del Cavaliere, tra l’altro ufficiale pagatore delle Olgettine del caso Ruby, fu sequestrato la notte tra il 15 e il 16 ottobre scorso. Un sequestro lampo a scopo estorsivo, con l’offerta da parte dei malviventi di documenti utili ad alleggerire la posizione di Silvio Berlusconi nel caso Lodo-Mondadori. La Procura di Milano, in un primo momento e visto il ritardo con cui agli inquirenti era stata data la notizia, aveva ipotizzato il pagamento di un riscatto pari ad almeno otto milioni di euro. Ma di questi soldi, e nonostante gli strani movimenti dei protagonisti di quella notte documentati dalle celle telefoniche, non si è trovata traccia. Il ragioniere era aggredito, in casa sua, e minacciato per tutta la notte insieme alla moglie con una pistola, da un gruppo di persone che aveva fatto arrivare all’ex premier – tramite, appunto, il suo cassiere – 35 milioni di euro. Tanti soldi “in cambio di documentazione utile all’ex presidente del Consiglio nel processo sul Lodo Mondadori, in grado di ribaltare la sentenza civile d’Appello”.

La banda era composta da sei persone arrestate il 19 novembre scorso dagli uomini della Polizia. La mente del sequestro è un pregiudicato di Bari, Francesco Leone, 51 anni. In manette finirono anche Pierluigi Tranquilli, 34 anni, incensurato, arrestato dalla Mobile di Roma, fermato a un casello autostradale mentre era diretto in Toscana e Alessio Maier, classe 1966, nato a Como e residente a Malnate (Va), con precedenti. Poi tre cittadini albanesi, tutti con precedenti penali: Ilirjan e Laurenc Tanko, Marjus Anuta. La richiesta di giudizio immediato è stata inoltrata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari, titolari dell’indagine, al gip Paolo Di Lorenzo. Per Pierluigi Tranquilli e Alessandro Maier,  ora rimessi in libertà, dovrebbe essere chiesta l’archiviazione. Per gli altri quattro si profila il processo. 

Dopo i primi giorni di indagine gli investigatori avevano individuato alcuni punti oscuri: dagli spostamenti del capobanda, alle cassette di sicurezza trovate vuote. Sul caso è stata aperta anche una indagine amministrativa dell’Aisi sul ruolo della scorta del Cavaliere. Dopo il sequestro Spinelli fu “protetto” e ospitato in una delle residenze del leader del Pdl.