Dopo The addiction di Abel Ferrara e Clerks di Kevin Smith si conclude il ciclo di gennaio sui film cult anni novanta, proiettati tutti i venerdì sera per la serie Midnight Movies al Kinodromo di Bologna, con la proiezione di Pi Greco- Il Teorema del delirio di Darren Aronofsky.

Un finale col botto perché l’opera prima del cineasta statunitense, risalente al 1998, è il primo titolo che verrà proiettato al Kinodromo grazie all’insindacabile giudizio del pubblico che lo ha potuto scegliere liberamente sul sito www.kinodromo.org grazie all’idea del Cult on demand.  Pi Greco ha battuto avversari del genere de Il grande Leboswki, Ed Wood, Trainspotting, Cuore Selvaggio e Delicatessen. E visto il grande successo a febbraio si ripete con i Midnihgt Movies degli anni ottanta. L’8 febbraio sarà il turno de Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis, il 15 di Fuori Orario, regia di Martin Scorsese, mentre per il 22 la gara è aperta.

“All’inizio di questa nuova esperienza ci eravamo appunto chiesti se avrebbe vinto la voglia di rivedere sul grande schermo un titolo amato e imparato a memoria oppure la curiosità di scoprire un titolo poco noto”, spiegano i ragazzi di Kinodromo, “Poi ha vinto l’opera prima di Aronofsky, Leone d’oro per The Wrestler, anche autore di opere come Requiem for a dream, L’albero della vita e il più recente Il cigno nero”.

Pi Greco è un film indipendente e girato con pochi soldi (poco più di 50.000 dollari); venne concepito da Aronofsky tra il 1996 e il 1998. L’opera partecipò poi al Sundance Film Festival con un buon riscontro di critica e di pubblico e venne poi premiato con l’Independent Spirit Award per la miglior sceneggiatura d’esordio.

Per il ruolo del solitario matematico Max, il regista scelse l’amico attore e sceneggiatore Sean Gullette con cui aveva girato in precedenza un video presentato insieme alla sua tesi all’Università di Harvard. Tutti i personaggi dei film di Aronofsky, dal primo all’ultimo, sono uomini maledetti perseguitati da un’ossessione: nel caso di Pi Greco è la ricerca matematica e la convinzione esasperata del protagonista che tutto il mondo circostante sia regolato da cifre, formule, grafici, codici. Rimarrete affascinati da questo titolo unico: regia frenetica, incubi numerici, vorticose allucinazioni, emicranie violente, indizi accecanti, rovina esistenziale, sette religiose e tanto altro. Un film che vorrete subito vedere un’altra volta.