“Quella scelta è stata assunta da Berlusconi”. Luigi Cesaro, presidente dimissionario della provincia di Napoli e deputato uscente del Pdl, risponde così al sospetto di un suo assenso alla cancellazione dalle liste del suo sodale politico Nicola Cosentino. A Giggino ‘a purpetta l’idea di un passo indietro non lo sfiora nemmeno: “Se mi sono presentato significa che sono presentabile”. Scioglilingua a parte, il passato del politico campano parla da solo: negli anni ottanta dopo l’arresto e la condanna in primo grado per collusione con il clan Cutolo, fu assolto in appello, assoluzione confermata in Cassazione. Fu lui stesso, però, a raccontare di aver incontrato Rosetta Cutolo, all’epoca latitante. Su questo così come sulle informative dei carabinieri del 1991 sul suo conto, Cesaro non ha voluto rispondere. Sui pentiti e non solo che lo descrivono in rapporti con i Casalesi, fazione Bidognetti, dichiarazioni dal 2008 al vaglio della magistratura inquirente, lui ha replica così: “A me non risulta niente”. Poche parole prima che lo staff lo prenda in carico per portarlo in una stanzetta al riparo da telecamere e domande  di Nello Trocchia