Grande coalizione? “Il governo lo forma chi vince le elezioni, cioè Bersani non Monti che sta parecchio indietro”, Abbassare le tasse? “Uno streaptease“. Il pur non candidato alle elezioni Massimo D’Alema risponde dalla Sardegna alle ultime dichiarazione del premier uscente Mario Monti che parla di detrazioni e pensa a una grande coalizione. “Nei Paesi democratici il governo lo forma chi vince le elezioni, quindi Bersani, che discuterà anche con Monti, ma che si presenta con un’alleanza di centrosinistra al fianco di Vendola – dice il deputato Pd uscente ed ex primo ministro -. Il problema non è il programma di Monti o quello di Vendola, ma quello di Bersani, perché è il premier che decide”. D’Alema, a Cagliari per la presentazione del suo libro e per incontrare i militanti del Partito Democratico, va giù duro contro il presidente del Consiglio commentando le dichiarazioni di Monti sulla ipotesi di una grande coalizione per fare le riforme e sulla difficoltà di mettere insieme il centro montiano e la sinistra di Sel.  D’Alema, tra i più importanti dirigenti del partito tanto da far dire al segretario che lui e Veltroni certo non spariranno, si dice convinto che la vera sfida sia convincere gli italiani ad affidare il Paese ad una grande forza politica. “Noi siamo la forza che può dare stabilità: governare sarà durissimo perché’ torniamo al governo sempre dopo Berlusconi e raccogliamo le sue macerie”. 

Anche sull’argomento tasse l’attuale presidente del Copasir ha la sua visione: ”La campagna elettorale in questi giorni in cui si parla di riduzione delle tasse assomiglia ad uno striptease. Berlusconi ci ha abituato a questo tema e al fatto che nelle campagne elettorali ora vengano eliminate le tasse, ma naturalmente non è vero nulla, a partire dallo storico e leggendario meno tasse per tutti. E’ possibile che noi eccediamo in fiducia nei confronti degli italiani, ma credere che vogliano farsi prendere in giro mi sembra troppo – ha aggiunto – se non ci sarà crescita economica non ci sarà abbassamento della pressione fiscale: il tema vero è il lavoro, se ci sarà più lavoro si può pensare a ridurre le tasse e chi promette di farlo senza la crescita mente e l’italiano che non lo capisce è causa del suo male e non può prendersela con la politica. Quello che si può fare è modulare diversamente la fiscalità, riducendo l’Imu o cancellarlo per i cittadini più poveri, ma occorre che i cittadini più ricchi paghino attraverso i patrimoni e le rendite”. Una patrimoniale quindi su cui però proprio il segretario ha cambiato idea. 

D’Alema crede nella vittoria del suo partito: “Credo che nel corso della campagna elettorale le diverse proposte politiche, prima la nostra, stanno riguadagnando terreno sull’antipolitica e sul populismo che mantengono comunque consensi nel Paese. E’ una strana campagna elettorale perché in campo c’è solo la nostra proposta politica, gli altri concorrono solo per farla fallire. Nessuno crede e vuole che Berlusconi possa vincere oppure che altre vogliono ostacolare il Pd come Monti, che vuole staccarci dalla sinistra o Ingroia che vuole staccare la sinistra dal Pd. Ecco -ha aggiunto D’Alema- cercano di condizionarci, ma sono convinto che noi vinceremo le elezioni, e direi che tutti sono convinti di questo. Per gli altri il vero grande problema che più si afferma questa forza, il Pd, che è la vera novità della campagna elettorale perché non siamo un assemblamento attorno a persone ma un partito serio che si propone di governare l’Italia. Se avremo un risultato importante è garanzia di stabilità per il Paese, se invece chi è in campo per erodere e condizionare senza proposte di governo proporrà governi fragili senza prospettive. Se l’Italia vuole affidare a questa forza politica l’opportunità di governare il Paese, ci sarà stabilità. I Paesi che funzionano meglio sono quelli guidati da grandi partiti”.