Presentati a Napoli i candidati del collegio Campania 1 di Futuro e Libertà per l’Italia alla presenza del vicepresidente nazionale Italo Bocchino. “ Siamo tutti candidati napoletani – spiega il politico – e puntiamo ad un ottimo risultato. Sfrutteremo la crisi del Pdl, partito imploso sulle due questioni che noi per primi abbiamo sollevato: rapporto con la Lega e caso Cosentino”. Liste pulite? Non proprio dato che nella compagine di aspiranti parlamentari c’è anche Pietro Diodato, condannato per il reato di turbativa elettorale a un anno e 6 mesi con sospensione condizionale della pena. “Il mio caso è stato vagliato – spiega il protagonista – da un tagliatore di teste come Enrico Bondi”. Diodato era stato eletto in consiglio regionale nel 2010, ma poi era stato dichiarato decaduto dall’Assemblea regionale in virtù di quella condanna. “Sono stato vittima di un complotto degli uomini di Cosentino”, accusa. Ma c’è anche un altro caso che scuote la formazione guidata da Gianfranco Fini: l’esclusione dalle liste della deputata calabrese Angela Napoli, sotto scorta per le minacce della ‘ndrangheta a causa del suo impegno antimafia. “ Non è colpa mia – si giustifica Bocchino – Monti ha imposto il massimo di 3 legislature e Angela Napoli ne ha fatte di più”. Peccato che lo stesso Bocchino ne abbia fatte 4, per non parlare di Fini che all’attivo ne ha addirittura otto  di Nello Trocchia