Non resisto. Non ce la faccio. Il mio telecomando si è messo le ruote e se sta cercando un monolocale in affitto che non troverà come chiunque altro. Mi chiedo dove mettere la mia croce perché non trovo nessuno che mi convinca. Mi sembrano in realtà tutti provenienti da Marte. Parlano senza davvero sapere niente di concreto. Usano un linguaggio strepitoso e forbito per far cambiare canale a chi il voto lo darà, o per scelta ideologica a monte o per altri ignoti motivi.

Restano in tanti coloro che invece cercano di capire, di intuire con metodi para-psicologici chi dice almeno una briciola di verità e chi no. Di sociale in genere io non ne sento parlare. Quando si passa alla questione lavoro, casa, tasse scopro di essere davvero piccina perché a me pare che dicano tutti il nulla usando parole diverse.

Poi scendiamo nell’ambito che mi disgusta di più. Associazionismo e politica. Ma non funzionava che le associazioni e tutti gli enti Onlus dovevano essere apartitici e apolitici ?

Scopro invece che è spesso una realtà completamente opposta a regnare sovrana. Allora: io con una Onlus, camminando tra le righe più o meno sottili, stringo la mano ad una ideologia specifica. Mi chiedo: ma se sposo questa ideologia, come potrò essere neutrale nel proporre equità, servizi, opportunità a tutti? Si può pensare forse che si possa sposare una singola azione per più di un partito? Forse è così e me lo auguro, sarebbe già più corretto. Però il mio pensiero resta come al solito fuori dal coro: una Onlus deve essere finanziata sulla congruità dei progetti. Deve pagare chi lavora affinché questo lavoro sia svolto con ogni criterio a favore di tutte le parti. Deve esserci un controllo sano e severissimo sulla gestione dei fondi che però a monte deve essere emancipata e indicizzata su parametri innovativi.

Non si può dare fondi e aiuti per ‘simpatia’. Può darmi fondi per simpatia un amico che mi conosce e vuole darmi una mano, ma non un politico che usa fondi di tutti i cittadini! E in questi giochini ci rimettono come al solito coloro che sono i destinatari dei progetti e degli interventi, e insieme a loro i lavoratori. Se i fondi si ottengono prevalentemente così e non si danno invece gli strumenti alle migliaia di professionisti che posso portare risultati seri, qualcuno mi deve spiegare come perseguiremo il progresso? Come diventeremo competitivi? Come creeremo lavoro?

Si confonde il volontariato con l’associazionismo senza scopi di lucro. Allora tutti a fare i buoni che le associazioni campano d’aria. Ma arriverà il giorno in cui si valuteranno i risultati e gli obiettivi? Siamo ancora che si lavora per l’inclusione attraverso luoghi destinati alluso “disabile”. Mi viene da ridere !

Ci vorrebbe una Onlus per riabilitare la politica italiana. E ne servirebbero di fondi per attivare i progetti destinati a questa missione impossibile!

Come mai non si decide tanto per cominciare che tutti i politici che hanno già un lavoro per 5 anni ricoprano le loro cariche gratuitamente? Fare politica è aiutare lo Stato Italia. E allora che si facesse avanti un intero movimento verticale, orizzontale, e trasversale che per intero assume la carica gratuitamente per tutta la sua durata e rinuncia a tutti i privilegi. Se esiste una persona con questo coraggio, allora saprò a chi dare il mio voto. Convinta di essere in buona compagnia. Altrimenti a casa! Fare politica è diventato allargare la poltrona al massimo per imbucarsi nella casta dell’affosso.

Questa gente dimentica che esiste l’Italia fatta dalle persone che pensano e ragionano. E che poi ad un certo punto si stancano di essere prese in giro.