Operai di Pomigliano trattati come gli ebrei durante il nazismo. Evoca immagini forti il leader della Fiom, Maurizio Landini, a Bologna per la riunione dei comitati direttivi dell’Emilia Romagna, per commentare il caso dei 19 lavoratori Fiom, messi in mobilità da Fabbrica Italia. A loro la Fiat ha imposto l’obbligo di indossare un cinturino: “L’ azienda li ha reintegrati – ha detto  Landini – ma solo come operai ‘in formazione’. E ha messo loro un braccialetto con scritto ‘operai in formazione. A me è venuto in mente che quelle cose lì le facevano contro gli ebrei”.

Il segretario ha poi commentato la sentenza del Tribunale di Roma, che ha respinto il ricorso contro le 19 procedure di mobilità annunciate da Fabbrica Italia a Pomigliano, puntando il dito sugli altri sindacati. “Gli altri sindacati hanno fatto un regalo insperato alla Fiat e ora dovranno spiegare ai 2000 lavoratori che ciò che è stato firmato due anni fa non vale più”. Secondo Landini, infatti, la decisione del Tribunale è dovuta “al fatto che due giorni prima gli altri sindacati avevano firmato a Pomigliano un verbale che riconosceva più di 2000 esuberi”. Quindi, ha spiegato, “questo atto ha permesso al tribunale di riconoscere oggettivamente che l’azienda può aprire la procedura di mobilità”.

Ma per il sindacato delle tute blu la sentenza non è totalmente negativa: “Il tribunale – ha spiegato infatti il leader metalmeccanico – riconferma però che esiste una discriminazione quando dice che i 19 lavoratori della Fiom che sono rientrati al lavoro non possono essere licenziati”. Dunque, ha concluso, “io credo che il problema non sia la sentenza, il problema sono le altre organizzazioni sindacali che hanno firmato a Pomigliano quel verbale, modificando gli accordi di due anni fa che impegnavano l’azienda a far rientrare tutti i lavoratori e riconoscendo che ci sono degli esuberi”.

Guardando alla situazione politica attuale, Landini non ha risparmiato critiche nei confronti del premier uscente, Mario Monti, e dell’operato del suo governo. “Sentire dal presidente del Consiglio ancora in carica che, se dovesse essere eletto, farebbe delle cose, la prima domanda è perché non le ha fatte prima: trovo che i tecnici dimostrano che sono peggio dei politici”. Per Landini “le proposte di Monti che stanno venendo avanti sono gravi e non accettabili: è un ritorno indietro all’Ottocento”. In più “in questi anni la riforma degli ammortizzatori sociali non è stata fatta, abbiamo milioni di giovani senza tutele, le piccole imprese del commercio e dell’artigianato senza ammortizzatori sociali e quindi credo che il primo problema sia estendere le tutele a chi non ce le ha”.

Ma non si salva nemmeno il leader del Pd, Pier Luigi Bersani. Le sue posizioni sulla patrimoniale, secondo la Fiom, sono sbagliate. “In Italia, di fronte a una diseguaglianza sociale e ad una disparità di trattamento economico, dire che non si introduce una patrimoniale è un errore. L’Imu non può essere sostitutiva, perché la patrimoniale non riguarda solo le ricchezze immobiliari ma anche quelle finanziarie”. E a Beppe Grillo, che alcuni giorni fa ha parlato di abolizione di Cgil, Cisl e Uil, il leader Fiom dice: “C’è già Sergio Marchionne che vuole eliminare i sindacati, Grillo lasci ai lavoratori la possibilità di scegliersi i sindacati che ritengono più opportuni”. Anzi, “se Grillo vuole fare una cosa vera, si impegni a fare una legge sulla rappresentanza”.