Alcuni commentatori al precedente post hanno proposto un problema psicologico che, come elettori, ci troveremo ad affrontare: quello del “voto utile”.

Da un punto di vista politico per voto utile si intende quel voto che, viste le vigenti norme elettorali, viene dato a una compagine politica che può trarne un qualche beneficio. Nel caso delle presenti elezioni il voto utile si rivolge a quelle coalizioni o partiti che supereranno sicuramente gli sbarramenti elettorali . Che il problema sia rilevante lo dimostrano casi eclatanti. Nel 2000 Bush riuscì a vincere le elezioni presidenziali per pochissimi voti in Florida. Il candidato ambientalista Nader con il suo 2,7% di elettorato favorì l’ elezione sottraendo elettori, ambientalisti e contrari alla destra, al democratico Gore (ci sarebbe stata la guerra in Iraq? I petrolieri avrebbero goduto dello stesso appoggio?). Nel 2008 al senato la Sinistra Arcobaleno col 3,2% non ha ottenuto alcun seggio non avendo superato la soglia dell’8. In alcune regioni (Liguria, Lazio, Abruzzo, Sardegna) questi voti, se fossero in parte confluiti sulla coalizione guidata da Veltroni, avrebbero consentito di conquistare un numero di senatori tali da bloccare il governo Berlusconi .

I dilemmi principali che si possono porre nelle presenti elezioni sono i seguenti:

sono di destra vorrei votare per Oscar Giannino, ma ritengo che avrà difficoltà a superare le soglie. Dovrei, per esprimere un voto utile, ripiegare su Monti o Berlusconi anche se non mi soddisfano a fondo?

sono di sinistra e vorrei votare per Ingroia ma ritengo che al Senato in molte regioni, comprese quelle molto contese come Lombardia e Veneto, non abbia possibilità di raggiunger l’8%. Dovrei optare per Vendola col rischio di fare un favore al leader Bersani che non mi garba?

vorrei votare per uno di quella miriade di piccoli partiti che si presenteranno e che però sicuramente non sono in grado di superare le soglie. Dovrei, per esprimere un voto utile, scegliere fra le compagini più grandi che si presume supereranno la soglia (Grillo, Monti, Berlusconi, Bersani)?

Le motivazioni pro o contro il voto-utile sono certamente molte e complesse. Provo, facendo una forzatura di sintesi, a tratteggiarle.

Chi decide per il voto-utile: L’aspetto positivo è che si tratta di persona che vuole influire sul proprio futuro e, pragmaticamente, cerca di scegliere l’opzione “meno peggio”. L’aspetto negativo è che trincerandosi dietro questo pragmatismo può nascondere bisogni inconfessabili anche a se stesso. Due esempi:

1. Elettore della destra liberale che a livello conscio non accetta le idee xenofobe e razziste di certi partiti ma che alla fine li appoggia, turandosi il naso, perché non c’è alternativa. In realtà forse inconsciamente una componente razzista è presente anche in lui e alla fine si manifesta.

2. Elettore di sinistra che vorrebbe uno schieramento che tassi le rendite finanziarie per aiutare i meno abbienti, gli immigrati e le categorie svantaggiate. Sceglie il centrosinistra che propone un approccio morbido al problema perché solo questo schieramento può farcela a battere la destra. Inconsciamente può avere paura di perdere certi privilegi essendo anche lui fra i benestanti .

Chi decide per il voto di appartenenza duro e puro anche se probabilmente inutile: L’aspetto positivo è che coltiva in se aspetti ideali. L’aspetto negativo è la vocazione intrinsecamente minoritaria. Due esempi.

1. Elettore di destra che voterà per Giannino, pur sapendo che non raggiungerà il quorum. Lo fa per testimonianza rispetto all’idea liberista della società. E’ convinto che gli altri schieramenti scendano a compromessi rispetto a questa impostazione. Forse inconsciamente il suo piacere è ergersi al di sopra della massa, sentirsi superiore.

2. Elettore di sinistra che vota per Ingroia pur sapendo che al Senato in molte regioni non riuscirà a raggiungere il quorum. Anche in questo caso emerge il senso di superiorità verso le masse di pecoroni che votano per coalizioni vaste. Emerge il bisogno inconscio di sentirsi parte di una elite di persone illuminate.

In entrambi questi due ultimi personaggi coscientemente c’è desiderio di realizzare i propri ideali ma inconsciamente prevale la volontà di non sporcarsi le mani e dover cedere rispetto alla purezza delle ideologie che, per rimanere così intonse, non devono mai realizzarsi .