Il procuratore di Bergamo Francesco Dettori, intervistato da L’Eco di Bergamo, dopo uno stupro avvenuto nella sua città afferma:

«Le donne sono l’anello debole di una società in cui è parzialmente ancora inculcata l’assurda mentalità della femmina come oggetto del possesso. Lo dico con tutto il rammarico, ma sarebbe bene che di sera non uscissero da sole ». Poi, precisando il suo pensiero, il capo dei pm bergamaschi ha spiegato: «Non voglio colpevolizzare la giovane che ha subìto violenza, anzi a lei vanno le nostre scuse per non aver saputo offrire la degna protezione. Ma a volte bisogna ragionare in termini realistici».

Leggendo queste parole ne ho ricavato un’impressione confusa. Da una parte il necessario riconoscimento di un problema, dall’altra il proporre, anziché attivare tutte le risorse necessarie alla sua risoluzione, che a farsene carico siano le donne stesse, limitando spontaneamente la loro libertà di azione e movimento. Non c’è solo l’assurda mentalità della femmina come oggetto del possesso, queste affermazioni rimandano ad una assurda mentalità della femmina come semplice oggetto, come se non avesse anche lei i suoi desideri e le sue esigenze che dovrebbero essere tutelati al pari di quelle dei “maschi soggetti”.

Gli uomini non riescono a controllare i propri istinti? E’ da condannare certo, ma laviamocene le mani e che le donne se la sbrighino da sole. E’ questo il messaggio che mi arriva personalmente dalle esternazioni di Dettori.

Per evitare le aggressioni che vengono commesse di giorno invitiamo le donne a rimanere in casa durante le ore diurne. Per evitare di essere derubati lasciamo il portafoglio a casa. Per evitare un incidente automobilistico non prendiamo l’auto. Per evitare di litigare con qualcuno isoliamoci e non parliamo con nessuno. Per evitare malattie sessualmente trasmissibili smettiamo di avere rapporti sessuali. Per evitare di subire delle violenze dal sesso opposto non fidanziamoci o sposiamoci e rimaniamo single. E’ questa la soluzione?

Ragionando in questi termini, il vero anello debole della società si rivelano gli uomini o meglio gli uomini che la pensano in questo modo. Dobbiamo toglierci dall’ottica di pensare alle donne come sesso debole, non sono una specie da proteggere. Ci hanno insegnato che l’uomo è l’uomo e la donna è la donna. Categorie inutili, la cui rigidità si trasforma in un boomerang.

Fare le scuse alla giovane stuprata? Necessario, ma ipocrita se tutto si ferma a questo. Non credo che, in questo momento, le scuse della società o del procuratore possano essere di aiuto alla vittima. Se riuscissimo a fare realmente nostro il dolore, la paura e la rabbia che quella donna starà provando, sono convinto che ci attiveremmo in modo diverso, ma purtroppo le cose, finché non ci coinvolgono direttamente ci riguardano fino ad un certo punto.

Non mi interessa criticare Dettori, ma mi interesserebbe chiedergli, con rispetto e civiltà, se ha una figlia o se l’avesse avuta , se l’avrebbe chiusa in casa tutte le sere o se l’avrebbe accompagnata sempre e comunque nei suoi spostamenti.

Sono d’accordo che è necessario ragionare in termini realistici. E’ reale che le strade delle nostre città non sempre siano dei luoghi sicuri (anche se ricordo che la maggior parte delle violenze avviene all’interno delle mura domestiche), ma non è un problema di cui si devono fare carico solo le donne, anche se poi risultano più indifese per un mero fatto di forza fisica. Non possiamo chiedere alla popolazione femminile di farsi carico di un problema che mettono in campo alcuni di del mio genere, quando non riescono a gestire le proprie emozioni o i propri più bassi istinti..

La nostra vera casa è il mondo e per ripararci da esso non ci sono rifugi magici. Sta a tutti noi renderlo più sicuro.

di Mario De Maglie