Ci sono quattro indagati nell’inchiesta sulle quote latte, che ha portato a alcune perquisizioni nelle sedi della Lega Nord di Milano e Torino. Tutti i nomi iscritti nel registro degli indagati sono amministratori della cooperativa La Lombarda. “Si indaga per bancarotta – si limita a confermare il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco – C’è stata comunque ampia collaborazione nel corso delle acquisizioni e delle perquisizioni”. L’inchiesta era nata in un primo momento sotto il coordinamento dell’altro aggiunto della Procura di Milano, Alfredo Robledo. “Non ci sono politici indagati nell’inchiesta sulle quote latte” prosegue Greco che  sottolinea come quella della cooperativa è una “bancarotta grave perché ci sono passivi di oltre cento milioni di euro e sono soldi che in un certo senso sono stati sottratti allo Stato”. Inoltre, il pm afferma che “c’è stata ampia collaborazione da parte della dirigenza della Lega per fornire, durante la perquisizione, tutti i documenti richiesti”. A chi chiede come mai siano stati sentiti come testimoni numerosi esponenti della Lega, Greco risponde: “Per ricostruire il giro delle società volano di altre società che si occupano delle quote latte”.

“Si è trattato di perquisizioni personali a persone fisiche per bancarotta – prosegue Greco – Il fatto che lavorassero negli uffici della Lega non significa che le perquisizioni riguardavano il partito”.  La Lega, dal canto suo, “ha fornito gli atti richiesti. La collaborazione è stata ampia e le cose che si potevano trovare sono state trovate”. “Le smentite di Maroni –  ha aggiunto – sono state corrette”. 

Per il resto nell’indagine non c’è nessun coinvolgimento dei politici né di pubblici ufficiali, mentre esiste anche un fascicolo per corruzione ma senza indagati. L’inchiesta dunque al momento riguarda solo la presunta bancarotta fraudolenta da circa 100 milioni della cooperativa La Lombarda. Ma quest’ultima sarebbe solo il volano per altre società, perché la bancarotta riguarderebbe varie società. In ogni caso durante le perquisizioni della Guardia di Finanza c’è stata collaborazione da parte della Lega Nord. In un primo momento infatti era uscita la notizia che Maroni e Bossi avessero opposto l’immunità parlamentare su alcuni dei locali. Sarebbe stata piuttosto la Procura a preoccuparsi per prima del problema dell’immunità. L’obiettivo, ora, diventa ricostruire tutti i flussi finanziari.

Anche per questo l’indagine ha diversi versanti: La Lombarda agiva di sponda e quindi ora l’obiettivo degli inquirenti diventa ricostruire il network rappresentato dalla cooperativa. Questa società, infatti,versava soldi allo Stato, ma da un certo punto in poi questi soldi non vengono più né versati né segnalati. Denaro che – è l’ipotesi – potrebbero essere andati all’estero. Tanto che sono in corso attività rogatoriali. L’inchiesta va avanti e non ci sono alle viste richieste di proroga.