Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda (Sinistra e Libertà) risulta iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura del capoluogo sardo su presunte irregolarità nella nomina del nuovo sovrintendente del Teatro Lirico, Marcella Crivellenti. Secondo quanto si appreso, Zedda, che è presidente della Fondazione dell’ente, non avrebbe ancora ricevuto l’avviso di garanzia. L’indagine è stata avviata dopo un esposto dei lavoratori Rsu del Teatro.

Stamani il pm Giangiacomo Pilia ha inviato la Polizia giudiziaria nella sede del Teatro lirico, in via Sant’Alenixedda per l’acquisizione degli atti relativi alla nomina della Crivellenti. Il fascicolo, con l’ipotesi di reato di falso e abuso d’ufficio, è stato formalmente aperto per consentire l’acquisizione dei documenti.

La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Zedda arriva nel giorno dei primi interrogatori in Procura delle persone informate sui fatti. Sentiti i consiglieri di amministrazione Gualtiero Cualbu, Oscar Serci e Felicetto Contu. Oggi i lavoratori della Rsu hanno annunciato di aver integrato l’esposto presentato nei giorni scorsi nel quale si chiede agli inquirenti – carte e documenti alla mano – di fare luce sulle procedure che hanno portato alla nomina del nuovo Sovrintendente. La Crivellenti, hanno riferito i sindacati, sarebbe anche stata convocata a Roma dal ministero, ma avrebbe declinato l’invito.

La vicenda è iniziata all’inizio di ottobre quando è stata data notizia della nomina della Crivellenti. Da circa 6 mesi la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari si trovava senza sovrintendente. Già a maggio, tuttavia, il cda discuteva della manifestazione d’interesse per l’individuazione del sostituto di Gennaro Di Benedetto, il cui contratto con la Fondazione era stato risolto. In ogni caso il consiglio d’amministrazione delibera che i nominativi della rosa dei possibili successori di Di Benedetto dovranno essere condivisi dal ministero dei Beni Culturali. In più nello stesso bando firmato dal sindaco Zedda si legge che la “selezione sarà fatta, a insindacabile giudizio, dal cda, a cui spetta la nomina del Sovrintendente”.

Arrivano 39 manifestazioni d’interesse, l’ultima arriva un minuto prima della scadenza, fissata a mezzogiorno del 22 giugno. Ma secondo l’esposto dei sindacati il presidente della Fondazione del teatro (cioè Zedda stesso) consegna durante la seduta del cda il curriculum di Marcella Crivellenti, anche se non compare in nessun verbale. In più, aggiungono i sindacati, il curriculum non è sottoscritto, non ha documenti d’identità allegati, non è redatto in formato europeo (come richiesto dal bando) e non ha manifestazione d’interesse. All’indomani della seduta del cda, raccontano le rsu del teatro, la stampa locale dà notizia della nomina della Crivellenti.

Ma il 15 ottobre si riunisce di nuovo il 15 ottobre e, come racconta l’Unione Sarda in edicola il giorno dopo, si registra una frattura in consiglio d’amministrazione perché 4 componenti si alzano e se ne vanno e fanno mancare il numero legale. In sostanza Cualbu (rappresentante della Regione), Oscar Serci (indicato dal ministero) e Felicetto Contu (anch’esso nominato in quota Regione) sono contrari alla nomina della Crivellenti, agitando anche un parere legale negativo. Serci parla anche di sei versioni diverse del verbale della seduta del primo ottobre. 

Insomma, una situazione sulla quale i sindacati vedono poco chiaro e per la quale temono che il teatro (che vive in buona parte di fondi pubblici) sia a rischio. Da qui l’esposto in Procura, l’inchiesta e l’iscrizione nel registro degli indagati di Zedda.

Successiva all’esposto, peraltro, è la comunicazione del direttore generale del ministero dei Beni Culturali, Salvatore Nastasi, che definiscono gli atti della nomina del nuovo soprintendente irricevibili e l’incarico non formalmente coperto. “I verbali delle sedute del consiglio di amministrazione appaiono redatti in forma perplessa, contraddittoria – scrive Nastasi – non danno rappresentazione della dovuta linearità dell’agire amministrativo, recano notizia dell’abbandono di seduta da parte dei consiglieri coinvolti nella discussione ma, soprattutto, consistono in atti che questa amministrazione non può ricevere come tali, essendo privi della firma sia del segretario sia del presidente”.

In quell’occasione Zedda aveva dichiarato: “Ho parlato con il direttore generale del Ministero dei Beni culturali e c’è stato un chiarimento: tutti i documenti di cui parla la nota sono stati già trasmessi questa mattina e sono stati ricevuti”. “Sono rimasto anch’io stupito della mancata trasmissione – ha aggiunto Zedda – avevo dato per scontato che tutto quanto, secondo procedura, fosse stato spedito al Ministero”. La nota del Ministero parlava di atti relativi alla nomina della soprintendente “irricevibili” per la mancanza della firma del presidente della Fondazione e del segretario. “Lo stesso direttore generale mi ha detto di riferire del nostro colloquio – aveva detto Zedda – la vicenda si conclude così. Conseguenze piu’ gravi per il futuro del Teatro sarebbero sopraggiunte se non avessimo approvato bilancio consuntivo e programmazione. Ma tutto questo per fortuna è stato regolarmente fatto”.