Domenico Pisciotta è un giovane militante del Gapa (“Giovani assolutamente per agire”, il centro di quartiere di San Cristoforo, a Catania) e scrive su I Siciliani giovani, oltre che sul giornale del centro, I CordaiSecondo me, quando si parla di società civile – e se ne parla parecchio, di questi tempi – ogni tanto sarebbe utile ascoltare anche lui, e quelli come lui. Perciò gli lascio la parola (Riccardo Orioles)

A Capodanno, a San Cristoforo si spara per festeggiare. Le strade del quartiere sono disseminate da centinaia di proiettili a salve, calibro 7.65 e pallettoni da caccia 77 o 70 mm.

C’è un luogo che ogni anno subisce le conseguenze di questi festeggiamenti, l’ufficio postale di via Plebiscito. Alcuni colpi di pistola sono stati sparati contro la vetrata e la porta dell’ufficio postale. Per non lasciar le cose a metà, alcuni giorni dopo, lo stesso ufficio è stato luogo di una rapina. Durante i festeggiamenti per il nuovo anno, qualcuno ha pensato bene di prendere di mira anche il Gapa, sede de I Cordai e centro di volontariato che da venticinque anni lavora con le bambine, i bambini e le famiglie del quartiere.

Tre proiettili sono stati esplosi contro la sede del centro; uno ha rotto una finestra, gli altri due hanno forato una porta di metallo. La sede, nell’occasione, non era aperta. Dei tre proiettili due hanno attraversato l’intera aula, adibita a biblioteca, che durante la settimana è impiegata per il doposcuola, il corso di fumetti e i vari laboratori.

I proiettili hanno prodotto due fori sulla parete interna dell’aula e hanno sollevato in noi, numerosi interrogativi. Perché colpire il Gapa? Quale messaggio nasconde quest’aggressione? Quali intenzioni hanno armato la mano di chi ha sparato? Interrogativi che inquietano, allarmano e rimandano a paure che riemergono come un fuoco che covava sotto la cenere da tempo.

Le paure vanno a ogni modo superate, non per o eroismo ma per l’importanza della posta in palio. In gioco vi è la sopravvivenza di un’idea, di un sogno che da venticinque anni vive il quartiere. I danni si riparano, la finestra e la porta si cambiano. Continuiamo, come sempre, le nostre attività.

Sicuramente, sarebbe stata più gradita una cartolina d’auguri. Ad ogni modo, buon anno a tutti.

(Domenico Pisciotta)