“Io faccio un avvertimento a Formigoni: non mi inquieti troppo, perché posso fare delle dichiarazioni che lo metterebbero a terra. E lui sa di cosa sto parlando”. Gabriele Albertini da giorni minaccia il governatore lombardo uscente, nonché suo ex grande sponsor come candidato presidente della Regione. Ma da quando il Celeste ha ritrovato la via per Arcore ha disconosciuto totalmente quello che fino a pochi giorni fa indicava come suo unico possibile successore al governo della Lombardia. Poi c’è stato l’improvviso colpo di fulmine per Roberto Maroni e l’amore non ha ragioni, è privo di logica. Albertini non l’ha presa bene e ha minacciato Formigoni. Ma cosa potrebbe rivelare di così importante da metterlo addirittura a terra? Perché Albertini non spiega a cosa si riferisce, come gli sta giustamente chiedendo anche Umberto Ambrosoli: giusto per fare chiarezza e sapere per quali segreti Formigoni è addirittura ricattabile.

L’ex sindaco di Milano di cose ne sa sicuramente molte e a moltissime altre ha assistito da testimone diretto. Mesi fa confidò che Silvio Berlusconi lo aveva convocato ad Arcore prima delle comunali del 2011 per spiegargli che purtroppo non poteva candidarlo sindaco perché si era impegnato con Letizia Moratti che aveva versato al Pdl diversi milioni di euro. Soldi in parte usati per la campagna elettorale di Formigoni nel 2010, gli spiegò il Cavaliere.

Ha forse rivelazioni sui finanziamenti ricevuti da Formigoni? Oppure ha notizie utili (sicuramente per i pm) sui rapporti con alcuni amici come Pierangelo Daccò? Da ex sindaco (per due mandati) e uomo forte (e stimato) a Milano e in Lombardia, magari Albertini ha documenti riservati che provano come Formigoni abbia nominato o fatto nominare qualche protetto in ambito pubblico. Si tratta di questo? Se sì, chi ha piazzato? Dove? O ha elementi che ne mettono in ombra la gestione di Expo 2015 da commissario straordinario? Più semplicemente ha ricevuto pressioni per posti in lista o poltrone?

L’ex sindaco ha precisato che “i colloqui che hanno riguardato alcuni argomenti molto vicini a lui sono avvenuti nel mio ufficio e sappiamo di cosa sto parlando”. Ecco, credo sia necessario che tutti sappiano di cosa sta parlando. Sono informazioni che potrebbero interessare i pubblici ministeri ma che sicuramente interessano ai lombardi che tra due mesi devono votare. Spieghi Albertini, nel rispetto di quei cittadini ai quali chiede la preferenza sia come governatore sia come senatore, di quali segreti è portatore. Cosa sa di Formigoni? Lo dica chiaramente, lo denunci. Altrimenti ne è complice. Minacce e omertà, ricatti e mezze frasi sono i tratti caratteristici delle organizzazioni mafiose, non delle dispute elettorali. Un assessore in manette per aver acquistato voti dalla ‘ndrangheta c’è già stato. Ed è vero che al peggio non c’è mai fine. Ma si spera che dopo 17 anni di egemonia formigoniana si possa radicalmente cambiare il sistema e la gestione della Regione. Quindi gli amici e i complici del Celeste non possono e non devono avere possibilità. Albertini scelga dunque se essere un ingranaggio (per quanto riciclato) della rinascita o un complice del fallimento targato Pdl – Lega.