“Ci vogliono le bombe, non le fiaccole”. Gli ultras alzano la voce e la politica abbassa la testa. Succede anche a Bergamo, dove in questi giorni l’opinione pubblica è stata scossa da un grave fatto di cronaca: una giovane ventiquattrenne, per giunta incinta, è stata stuprata. Fermato un sospettato, nei confronti del quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Venerdì sotto la casa del presunto colpevole, un cittadino kosovaro che vive in un appartamento con moglie e due figlie, si è radunato un nutrito gruppo di ultras. Sabato sera l’amministrazione comunale ha invece organizzato una fiaccolata per far sentire la propria vicinanza alla vittima e testimoniare la sensibilità al tema della violenza sulle donne. Hanno sfilato il sindaco Franco Tentorio, il suo vice, oltre a consiglieri e assessori di spicco come Daniele Belotti (Lega Nord – ex assessore regionale al Territorio) e Cristian Invernizzi (segretario provinciale del Carroccio). Al corteo, composto da circa trecento persone si sono visti poi parlamentari uscenti e aspiranti di Pdl e Fratelli d’Italia. Lungo il percorso della fiaccolata si sono fatti nuovamente sentire gli ultras atalantini non solo nei confronti dell’uomo, ma anche nei confronti delle istituzioni, colpevoli a loro dire di non essersi adoperate per rinchiuderlo in carcere. La reazione scomposta degli ultras è stata però ampiamente giustificata da tutti gli amministratori interpellati, leghisti in prima fila  di Alessandro Madron