Mariangela Melato, 71 anni, attrice poliedrica di teatro, cinema e tv, è morta a Roma dopo una lunga e ostinata battaglia contro la malattia. Forse nessuno, nel panorama italiano, è riuscito ad attraversare con successo uno spettro così ampio di generi e sfaccettature, dalle tragedie greche (memorabile la sua Medea) alle fiction televisive, dal teatro di Ronconi ai film di Lina Wertmuller.  Ma la carriera di Mariangela Melato è costellata di grandi piece teatrali e di alcuni film tra i più importanti del cinema italiano. Nell’immaginario collettivo, sono rimaste memorabili le interpretazioni al fianco di Giancarlo Giannini in Mimì metallurgico ferito nell’onore e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Video – Una delle ultime apparizioni in tv

Da sempre impegnata socialmente e politicamente, nel 2009 era scesa in piazza contro i tagli alla cultura decisi dal governo Berlusconi, proponendo di spegnere le tv in segno di protesta. Mariangela Melato era una perfezionista nella preparazione dei ruoli e, come lei stessa ammetteva, fondamentalmente sola e riservata: “La gente di me sa quello che deve sapere. Non credo che mi ami meno perché non racconto gli affari miei”. Luchino Visconti, uno dei primi a credere nelle sue potenzialità, ne aveva dato una definizione fulminante: “Pare una ranocchietta, ma che coglioni che ha!”. E proprio il suo carattere deciso era diventato quasi la sua cifra stilistica, la caratteristica principale di uno stile recitativo arrembante e forte. Non particolarmente amante della vita mondana e del gossip, faceva parlare di sè solo per i suoi impegni lavorativi e solo la relazione con Renzo Arbore aveva rotto questa consueta riservatezza.

Da oggi, Mariangela Melato non calcherà più le scene, ma senza timore di essere smentiti, resterà una delle più grandi attrici italiane di tutti i tempi.

LA CARRIERA
Eclettica e brillante attrice italiana di cinema e teatro nata a Milano, nel 1960 entrò nella compagnia di Fantasio Piccoli debuttando in “Binario cieco” di Terron. Dal 1963 al 1965 lavorò con Dario Fo in “Settimo Ruba un po’ meno” e “La colpa è sempre del diavolo“. Nel 1966 fu impegnata con lo stabile di Trieste, nel 1967 con Visconti nella “Monaca di Monza“. In teatro ebbe successo nell’Orlando furioso (1968) di Luca Ronconi, ma anche nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente (1971).

Impersonò ruoli difficili nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) di Euripide e nelle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992). Nel cinema ha alternato ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, e Segreti segreti, 1985, di Giuseppe Bertolucci; Dimenticare Venezia, 1979, e Il buon soldato, 1982, di Franco Brusati; Figlio mio, infinitamente caro, 1985, di Valentino Orsini) a quelli da commedia, come in Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) e Film d’amore e d’anarchia (1973) di Lina Wertmuller; Casotto (1977) e Mortacci (1988) di Sergio Citti; Aiutami a sognare (1980) di Pupi Avati.

Dagli anni Novanta ha lavorato anche per la televisione (Scandalo, 1990, Una vita in gioco, 1991, Due volte vent’anni, 1995, L’avvocato delle donne, 1997; Rebecca, la prima moglie, 2008) ed è proseguito il suo impegno teatrale (Il lutto si addice ad Elettra, 1996; La dame de Chez Maxim, 1998; Fedra, 1999; Un amore nello specchio e Madre Coraggio, 2002; La Centaura, 2004; Chi ha paura di Virginia Woolf?, 2005; Il dolore, 2010); mentre per il cinema recitò in La fine è nota (1993) di Cristina Comencini, Panni sporchi di Mario Monicelli e Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro (1999), Vieni via con me (2005) di Carlo Ventura. La sua ultima apparizione a Lugano risale al 2008 con lo spettacolo al palazzo dei Congressi “Sola me ne vo”, un “one women show”, in cui l’attrice era accompagnata in scena da un una musicista e da un corpo di ballo di 6 boys che la celebravano, la corteggiavano e la seducevano.