Vediamo se riusciamo a capirci qualcosa.

Mi cimento in questa impresa non per presunzione, ma perché tutti noi è dal 1996 che frequentiamo aule di Tribunale, digeriamo fiumi di deposizioni e rileggiamo altrettanti fiumi di verbali. Ovunque in questi documenti dal primo all’ultimo la parola che prevale è trattativa.

Infatti la sentenza passata in giudicato per le stragi del 1993 conclude “se trattativa ci fosse stata ci sarebbe da inorridire”.

Non siamo stati noi quindi ad inventarci nulla e quando nel 2003 dopo la morte di Gabriele Chelazzi abbiamo letto i verbali sui quali lui aveva lavorato per capire se dovevamo inorridire o meno, mi pare che non abbiamo fatto nulla di male, nell’entrare, appena ne abbiamo avuto la possibilità,  nel merito della parola trattativa.

Quindi quando arrivò la condanna per il mafioso Tagliavia, anche se il processo a Tagliavia Francesco era tarato sulla mafia, abbiamo cercato di capire se potevamo avere in aula, con i nostri avvocati in dibattimento, uomini come Mancino, Conso, Capriotti, ecc, insomma tutti quelli che davanti a Chelazzi avevano verbalizzato mentre il magistrato cercava di capire se trattativa ci fu fra lo Stato e la mafia .

Infatti, lo scrive il giudice in motivazione di sentenza a Tagliavia, quanto si sono date da fare le parti civili nel processo per la trattativa. La sentenza Tagliavia infatti chiude : trattativa ci fu in un primo momento in questi termini : io ti do tu mi dai – per fermare le stragi.

Contemporaneamente la Procura in Italia incaricata dal procuratore nazionale antimafia che coordina le indagini, quella di Palermo, indagava proprio su quei personaggi che Gabriele Chelazzi aveva già ampiamente sentito nel 2002. Ma non solo, in quel periodo la questione è ormai caldissima visto quanto è successo addirittura al Quirinale, inoltre è in corso una commissione parlamentare antimafia.

Noi come sempre contestiamo lo strumento politico di indagine, ci fa paura perché non ci sono mai le condizioni in Italia per dare in mano ai rappresentanti politici la ricerca della verità sulle stragi, visto che non la cercano mai.

Ma il compianto Vigna per esempio voleva la commissione, Ingroia voleva la commissione, noi abbiamo tenuto fede ai nostri credo, non la volevamo, ma l’anniversario scorso della strage, il 19esimo abbiamo invitato il presidente Pisanu visto che amiamo per principio il contraddittorio.

Insomma tutte le forze ormai sono in campo, da mesi infatti ci battiamo, tant’è che alla prima udienza del processo di Palermo, fuori delle preliminari proveremo a costituirci parte civile tanto crediamo che ormai la verità debba essere svelata. Ne abbiamo diritto per i morti e i feriti.

E ora eccoci qui:

Trattativa c’è stata ha tuonato la magistratura da Palermo. Non è stata una trattativa ma qualcosa di diverso ha ribadito Pisanu forte anche di deposizioni di Magistrati, malgrado quanto asserito dalla corte del processo Tagliavia.

Tutto regolare, se fra 40 giorni in questa bella Italia non ci fosse un incontro elettorale, forse uno dei più controversi della Repubblica. Insomma fra 40 giorni si vota come faremo mai a credere che tutto questo sia coincidenza di magistrati e politici in commissione parlamentare, ognuno per la propria strada, che oggi si sarebbero incontrati a parlare di trattativa si , trattativa no, trattativa ni?

La trattativa stato mafia è oggi sul tavolo , non sappiamo quante ore ci resterà , perché i media sono bravi a far dimenticare. Noi non abbiamo dubbi la trattativa ci fu, dobbiamo però vederlo scritto sugli atti processuali, per noi è vitale. Ma cosa possiamo però fare davanti alla politica che spinge ancora una volta a guardare avanti a governi migliori che daranno più salute , più scuola e meno tasse e che le stragi quindi non sono un bel nulla, sono ormai lontane, salvo poi fra sei mesi non dare nulla a nessuno, ma togliere molt , ancora di più, perché il Paese si risana con i sacrifici e  vedere diventare i verbali dei Tribunali consegnati alla politica materia di ricatto?

Sarà una coincidenza quindi, ma dobbiamo convenire che è abbastanza singolare che il 9 di gennaio 2013, a 40 giorni da uno dei più sofferti incontri elettorali che la storia della Repubblica ricordi, mentre il Magistrato Di Matteo dà speranze di giustizia al Paese, la politica consegni una relazione che non ammette la trattativa anche se qualcosa si sono lasciati scappare. Del resto è così evidente che qualcosa hanno dovuto scrivere, anche se  un lancio di agenzia diceva per bocca dello stesso Pres. Pisanu che forse tutto si ridurrà alla relazione, senza voti della commissione, perché siamo a camere sciolte, come noi già ieri l’altro del resto abbiamo paventato.

Chiudendo quindi con l’iniziale vediamo se riusciamo a capirci qualcosa, se ne evince che questa relazione di oggi sdogana la politica dalle stragi del 1993, perché “non ci sono gli elementi per valutare” ha concluso il Presidente Pisanu, e se non ci sono gli elementi allora la domanda è: la Magistratura cosa sta facendo a Palermo?

Noi però crediamo che ci siano gli elementi in sede giudiziaria, per valutare  quello che manca è la volontà politica perché con queste stragi del 1993 i partiti in fatto di codardia hanno toccato il fondo.