Berlusconi è un pallone gonfiato, non mi fido di un accordo con lui, della sua parola. L’accordo non si doveva fare, dovevamo recidere questi tentacoli”. Lo dichiara Giancarlo Gentilini, vicesindaco leghista di Treviso, ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio 24. “Ha detto che avrebbe portato le tasse al trenta per cento” – accusa l’esponente del Carroccio – “ha detto anche che avrebbe fatto il federalismo fiscale, buttato a mare la burocrazia, dato lavoro ai giovani: un pallone gonfiato, che si è sgonfiato e la Lega si è sgonfiata insieme a lui“. E rivela: “I militanti sono furibondi, la base non sapeva nulla di questo accordo tra il Pdl e la Lega. E’ quasi un anno e mezzo che diciamo ‘basta Berlusconi’ e ora riappare dalle brume della palude. Cosa raccontiamo ai leghisti adesso?”. Il vicesindaco non è tenero neppure con il senatur: “Manca solo Bossi poi abbiamo di nuovo l’accoppiata del pianto, la coppia che ha portato la Lega al disastro. Lasciamo perdere Bossi” – prosegue – “è come aprire le tombe e far uscire i morti“. E su Roberto Maroni precisa: “Si è comportato come Machiavelli. Mi hanno detto che è la ragion di Stato, la stessa che si usava quando le donne venivano obbligate a fare le suore o venivano fatti i massacri per il potere. Maroni deve aver letto ‘Il Principe’, il fine giustifica i mezzi”. Gentilini, infine, annuncia che correrà per le elezioni amministrative di Treviso da solo, senza il Pdl e “cattive compagnie”. “E i nuovi virgulti della Lega non mi vengano a dire cosa devo fare a Treviso“, puntualizza