Che avrei scritto il nome di Antonio Ingroia sulla scheda elettorale alle prossime elezioni politiche lo annunciai l’estate scorsa su questo blog confidando sulle capacità del Fatto di promuovere una campagna di solidarietà a favore dei  pm di Palermo allora sotto scacco bipartisan.

Oltre al successo della partecipata raccolta di firme, da allora molte cose sono accadute sì che la mia scheda non potrà essere annullata perché Antonio Ingroia si candida davvero e insieme a lui una delle architravi dell’associazione Libera, Nomi e Numeri contro le Mafie – cuore pulsante dell’antimafia sociale che molto ha seminato in questi anni in Italia – Gabriella Stramaccioni, braccio destro di Don Luigi Ciotti, donna di impegno assoluto, preziosissima esperienza e di capacità indiscusse. Inevitabile chiedersi se sia opportuno che una donna in una posizione così cruciale per lo sviluppo della società civile si immerga-disperda nel gioco-giogo parlamentare. Quesito la cui risposta appare tutt’altro che scontata, soprattutto per chi, come me, dai grandi temi nazionali alle piccole battaglie di quartiere, ha sempre sostenuto che la Politica respiri altrove rispetto alle sue Stanze.

Ma poi è uscito un breve manifesto, poche righe: ‘Legalità e solidarietà come cemento per la ricostruzione’, ‘Stato laico che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere’, ‘Sviluppo che rispetti l’ambiente’, ‘Diritti  dei lavoratori’, ‘Scuola pubblica’, ‘Cultura motore della rinascita’, ‘Partiti fuori dai Cda, a partire dalla Rai’, ‘Legge contro il conflitto di interessi’.

Ovviamente c’è chi polemizza e chi si dissocia e molti dicono che è ben poca cosa rispetto alle complesse pagine dei cosiddetti ‘programmi’ dei partiti esistenti. Personalmente ritengo invece che ci sia tutto ciò in cui credo, chiaro e tondo, dopo anni di contorsioni, revisioni, nì, né ma anche, pronunciati a gran voce mentre si perpetuava ingiustizia.

Una campagna elettorale incentrata sui temi dell’antimafia e della lotta alla corruzione, un movimento il cui obiettivo principale sia quello della giustizia sociale? Mi basta! Sì, mi basta per avere, per la prima volta nella mia vita, le idee chiare al momento del voto. Mi basta e mi avanza soprattutto perché a sostenere il programma sono Gabriella e Antonio. Come già scrissi quest’estate in onore di Scarpinato e Ingroia, in Italia, di persone serie e oneste ce ne sono tante, di quelle che a queste virtù aggiungano anche la capacità di sacrificare le loro esistenze a beneficio della collettività invece  pochissime. Antonio e Gabriella non solo sono abituati ad un impegno assoluto ma a rischiare la proprio vita per questo. E mi convincono al punto da farmi esortare tutti  ad uscire dal guscio, come loro, e fare quanto più ci è possibile per aiutarli ad entrare là, in quelle Stanze deturpate, e non sottrarci più alla Responsabilità che è di tutti.