Aerei che viaggiano con meno carburante del necessario e costretti ad atterraggi di emergenza? Neanche il tempo di arrivare a Bologna che Micheal O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, rimanda al mittente ogni accusa sulla sicurezza dei suoi voli. A tirare fuori il caso erano stati a fine 2012 quattro piloti in Olanda che, tramite un’intervista a viso coperto mandata in onda sulla tv nazionale, avevano detto di aver subito pressioni per viaggiare con meno carburante del quello necessario. Ma O’Leary rifiuta ogni attacco: “No, assolutamente. Sia l’Irish Authority che la Spanish Authority hanno cestinato le accuse. Queste polemiche sono state fatte da piloti chiusi in una stanza buia che attaccavano: “hanno fatto pressioni per farci prendere meno kerosene”. Non c’è nessuna prova di quello che dicono: il 54% di ogni volo Ryanair prende più carburante di quello necessario, gli altri prendono quanto ne hanno bisogno. La nostra politica è che ogni pilota prenda tanto carburante quanto vuole”. Nel mirino anche tre voli che lo scorso 26 luglio hanno dovuto fare atterraggi di emergenza a Valencia: “L’Irish Safety Authority ha investigato questi tre casi e tutti e tre avevano preso più carburante. Sarebbe impossibile per qualsiasi compagnia aerea può fare questo tipo di pressioni”.

È un fiume in piena l’amministratore delegato durante le sue due tappe italiane. Dopo la conferenza stampa di Bari, dove in mattinata ha annunciato l’apertura di nuove rotte e la volontà di restare in Italia e pagare le tasse del paese, è stata la volta di Bologna. E il copione è sempre lo stesso, una lenzuolata di dati che elenca crescita passeggeri e apertura di nuove rotte in un panorama economico di grande crisi. L’aeroporto Marconi nella città emiliana ha segnato nel 2012 il record di quasi 6 milioni di passeggeri, dimostrando che il trasporto aereo funziona e non ha bisogno di particolari interventi. Primo fra tutti il tanto contestato People Mover, navetta destinata al collegamento tra aeroporto e centro città, che O’Leary liquida con poche parole: “Non spetta a me dirlo, io non penso che sia necessaria se guardiamo alla crescita del traffico qui all’aeroporto, è già abbastanza vicino alla città. È una cosa che sarebbe carino avere, ma non è necessaria per la crescita dei voli”. Una considerazione che manda all’aria anni di progetti e contestazioni e che mette il dito nella piaga del tanto contestato piano bolognese.

Il tour in Italia è studiato per acclamare i risultati della compagnia irlandese. La notizia annunciata è il record di prenotazioni anticipate sulle 33 rotte da e per Bologna, per un 2013 durante il quale Ryan Air si promette di incrementare il traffico fino a oltre 2 milioni di passeggeri. E da una storia di successo, ce n’è un’altra in piena crisi economica a cui O’Leary si permette di dare consigli: Alitalia è davanti ad un bivio e secondo l’amministratore irlandese non ha scelta. “È una difficile situazione economica in molte compagnie di volo come Alitalia, Iberia, perché il mercato in Europa si sta muovendo verso compagnie di basso costo. La sola cosa che può fare Alitalia è trovare un partner più grande come AirFrance. Questo forse vorrà dire che ci saranno molti più tagli, riduzioni nelle tratte domestiche all’interno dell’Italia e verso altri paesi. Alitalia sopravvivrà ma sarà molto più piccola”. Resteranno Roma, Milano e forse Parigi dice l’amministratore, ma almeno Alitalia sarà parte di un gruppo più grande. Perché altrimenti la situazione non potrà che dirsi tragica: “Non è la sola soluzione, ma sicuramente è la più probabile. Queste grandi compagnie devono andare insieme. È inevitabile”.

Prima di andare, O’Leary si permette una battuta sulla politica italiana e Mister Berlusconi spesso preso in giro sulla prima pagina del sito internet di www.ryanair.com: “Non so abbastanza sulla politica italiana per avere una posizione, quello che facciamo con Berlusconi è lo stesso che abbiamo fatto con Nicolas Sarkozy quando si è sposato con Carla Bruni. Mister Berlusconi offre molte opportunità di attirare l’attenzione, è uno dei politici divertenti, in Irlanda abbiamo politici così noiosi”. E se a Berlusconi invece di entrare in politica la compagnia consigliava scherzosamente di partire in vacanza, O’Leary non si butta nella mischia da campagna elettorale: “Io sono irlandese, non posso dire niente sulla politica italiana. Non facciamo commenti, riportiamo solo quello che lui ha detto e fatto”.