Cavezzo, uno dei comuni che ha subito i maggiori danni per le scosse e che ha visto morire gli operai sotto i suoi capannoni industriali e suoi concittadini sotto le macerie del terremoto del maggio scorso, fra pochi giorni diventerà il palcoscenico di un reality di Mtv. Il celebre canale musicale darà il via il 14 gennaio a una serie di 20 puntate intitolata Radio Emilia 5.9, La mia vita dopo il terremoto, che saranno dedicate a raccontare una piccola emittente radiofonica nata nel comune di 7 mila abitanti a dicembre scorso. Protagonisti della serie quattro giovani emiliani che, insieme ad altri coetanei, da poche settimane hanno iniziato a trasmettere i programmi della loro web radio messa in piedi nei mesi successivi a quella scossa 5.9 che ha distrutto il paesino la mattina del 29 maggio.

Per tre settimane dal lunedì al venerdì Eugenio Bignardi e Luca Modena entrambi diciottenni, la giovanissima Doina Caraus, 16 anni  e Matteo “Sippo” Silvestri (22 anni) racconteranno la loro vita dietro la consolle ai tempi del post-terremoto. La trasmissione che andrà in onda dalle 16 alle 18:30 racconterà il sogno di questi adolescenti che si fa realtà: creare una radio per tenere alta l’attenzione sulle zone colpite dal sisma, dar voce ai terremotati e soprattutto ai ragazzi che si stanno rimboccando le maniche per garantirsi un futuro.

Nella trasmissione, in parte già registrata, si racconterà anche di come i ragazzi hanno messo in piedi il loro progetto: prima a costruzione di una casetta di legno offerta da un falegname locale. Con piccole donazioni e lanciando anche una raccolta fondi, la struttura è diventata lo studio radiofonico su internet per foraggiare la loro avventura. Nessun contributo pubblico anche perché i denari, di questi tempi e a queste latitudini, servono ad altro. Da poche settimane hanno così iniziato le trasmissioni in attesa del “lancio televisivo” su Mtv, anche se, assicurano, “proseguiremo le trasmissioni anche una volta che la serie sarà terminata”.

Così, dalle strade di un paese che da sette mesi ha dovuto iniziare tutto da capo dopo che il suo centro è stato semidistrutto il 29 maggio, i protagonisti del tele-diario racconteranno la vita di chi va a lezione in una tensostruttura perché la propria scuola è andata distrutta o ha dovuto dormire in una tenda arrangiata in giardino perché la propria casa ha subito dei danni. Il tutto mentre nella Bassa modenese, da Mirandola a Finale Emilia, si attende che arrivino i tanto agognati miliardi per la ricostruzione e mentre, qui, lavoratori e imprenditori, nonostante i danni subiti e le produzioni ferme per mesi e mesi, hanno già ripreso a pagare tasse e contributi.