Alfano premier, io, forse all’Economia”, questa l’ultima uscita di Berlusconi, subito dopo aver annunciato la ritrovata armonia di amorosi sensi con la Lega. Forse per pudore non ha voluto annunciare immediatamente la lista dei ministri, ma noi siamo riusciti a entrare in possesso di una prima bozza.

Non solo Berlusconi andrà all’Economia, ma come suo vice, con delega alla Tesoreria e ai rapporti con la Banca d’Italia, metterà il fido ragionier Spinelli abituato a trattare con i vari Monnezza, il Guasto, il Cariato, tutti ministri dei principali paesi europei.

Alla Integrazione potrebbe essere messo il leghista Borghezio, abituato da sempre a trattare con le comunità straniere  in Italia, uomo di dialogo e di pace.

Per la Famiglia si punta su Lele Mora, perché, se non altro, ha fatto moltissimo per la famiglia Berlusconi e ha contribuito alla creazione di non pochi posti di lavoro, per giovani e giovanissimi.

Per gli Esteri è in arrivo un nome nuovo dall’Egitto, forse un parente del clan Mubarak, oppure l’ex sottosegretario Cosentino che, da tempo, ha chiesto di poter cambiare aria.

Alla Giustizia, serve dirlo? Ci sarà spazio finalmente per Marcello Dell’Utri, vittima delle toghe rosse, rosa, bianche e nere, che potrà finalmente riabilitare i Mangano e condannare al rogo, si spera solo in modo simbolico, gli eredi dei Falcone e dei Borsellino.

Dal momento che il Ministero per le Comunicazioni non c’è più, forse il ministro dell’Economia sarà costretto ad attribuirsi la delega, ma poiché è uomo d’onore potrebbe delegare alla figlia Marina, dando così spazio a una donna ed evitando un conflitto di interessi troppo accentuato, cosa che non ha mai gradito.

Alle Riforme, infine, si annuncia un gradito ritorno: il papà del Porcellum, Calderoli, al quale sarà affidato il compito di rivedere la legge elettorale, introducendo il voto doppio per chi sceglierà l’alleanza Pdl-Lega, in modo tale da garantire governabilità ed “eterna stabilità”.

Provate voi ora a completare la squadra di governo, ma soprattutto, ricordiamoci che quello che a noi sembra solo uno scherzo o un incubo, a milioni di altri italiani sembrerà una prospettiva allettante e divertente, perché l’Italia di Berlusconi è composta da milioni di donne e di uomini “berlusconiani” da sempre, da prima che il cavaliere scendesse in campo.

“Quelli che… tanto la tv non sposta voti e il conflitto di interessi non interessa nessuno” rischiano di essere colpiti e forse persino affondati dalla loro cecità politica e mediatica!