A Salonicco, seconda città della Grecia, da oltre duemila anni crocevia di genti e culture, la crisi si vede – sono pochissime le decorazioni e gli addobbi natalizi rispetto agli anni scorsi – e si sente – negli umori e soprattutto nei racconti delle persone –. In molti, qui, si sono domandati per mesi se davvero la crisi fosse reale o se, come suggerisce una scritta in rosso nei pressi della piazza principale di Salonicco, Piazza Aristotele, “la crisi è un business“. Ma chi per lungo tempo ha rimandato questo tristo pensiero, non l’ha potuto fare a dicembre, nei giorni in prossimità delle festività natalizie, e neppure a Capodanno, perché in generale, tutti si sono ritrovati con molti soldi in meno da spendere. E il dilemma che nessuno riesce a spiegarsi è se, con tutti i sacrifici che si sono dovuti sopportare, sia possible archiviare questa crisi assieme all’anno appena chiuso e poter sperare in un 2013 di rilancio. Chi prima chi dopo, comunque, qui tutti ormai si stanno rendendo conto dei tempi che corrono: molte aziende chiudono e, uno dopo l’altro, sempre più esercizi commerciali sono costretti ad abbassare la saracinesca.

Ioannis, imprenditore edile, spiega: “Verosimilmente, si ha la sensazione di essere prossimi a una caduta del senso di civiltà, il che fa guardare con un certo pessimismo al futuro. Non si spiega, altrimenti, la rabbia e il dolore di tante persone che perdono il posto di lavoro, perché il fallimento dell’azienda viene vissuto come quello della propria vita”. Tuttavia, nonostante le difficoltà appare impossibile sradicare comportamenti nocivi all’economia del paese: il lavoro nero e l’evasione fiscale, in periodi come questo assumono proporzioni devastanti, contribuendo non poco a determinare il quadro attuale della Grecia. L’annuncio di controlli fiscali intensificati nei giorni in prossimità delle feste natalizie non spaventa i commercianti, che nella gran parte dei casi, continuano a non emettere fattura.

Nel frattempo è fallito anche l’ultimo tentativo da parte del governo di accrescere le entrate nelle casse dell’erario attraverso l’aumento del prezzo del gasolio per il riscaldamento domestico: otto famiglie su dieci sono ricorse a fonti ‘alternative’ per riscaldarsi. Sono tornate in auge le stufe a legna, spingendo la gente a una gara a chi prima riesca ad accaparrarsi la legna da ardere, anche nei boschi in zone protette o negli uliveti, di cui la Grecia è ricca.

Girando per negozi, nei centri commerciali o nelle strade cittadine, c’è molto meno affollamento e meno fila del solito. Gli istituti di statistica hanno misurato un calo degli acquisti del 20 per cento, e per fronteggiare il diffuso stato di povertà, addirittura, il ministero dello Sviluppo greco nel mese di ottobre ha approvato una legge che permette la vendita a prezzi stracciati di diversi prodotti scaduti.

Ci addentriamo nel principale mercato della città, il ‘Kapani’, situato nel quartiere turco, dove è ancora possibile gustare il sapore della vecchia Salonicco. Antico quartiere abitato da mercanti d’olio, oggi è una zona alla moda con ristorantini e locali aperti fino a tarda ora. Sofia da dietro il suo banco di verdure si lamenta: “La crisi in questo Natale è entrata nelle case di ognuno di noi. Si spende meno e le previsioni, per il nuovo anno, sono anche peggiori”. Le fa eco il vicino Manolis, commerciante di spezie e frutta secca. “Quello a cui stiamo assistendo è il minimo”. Dalle loro parole emerge la preoccupazione di vivere in una società che sempre più guarda con superficialità alla dignità della persona e che va progressivamente riducendo la possibilità di assicurare un orizzonte sociale e condiviso. E alla domanda su “come si trascorrerà la notte di Capodanno”, la risposta è unanime: “In famiglia, a casa”. Anche tra i più giovani, che con questa crisi, preferiscono non gravare ulteriormente sui già malmessi bilanci familiari.

Elisa, studentessa universitaria racconta che “Mentre negli anni scorsi mi organizzavo con gli amici per festeggiare in discoteca, quest’anno preferisco passare la notte di San Basilio con i miei genitori, che hanno dovuto affrontare già fin troppi sacrifici. Mangeremo souvlaki (spiedini di carne suina, ndr), un tacchino ripieno e dolciumi. Confido nella possibilità di trovare la monetina nella mia fetta di vassilopita (dolce tipico greco, ndr) un po’ di fortuna nella vita ci vuole”. Nella tradizione greca, infatti, chi trova il Flouri nella propria fetta di panettone trascorrerà un anno fortunato e ricco di soddisfazioni. Sperare in fondo non costa nulla.