Ogni giorno, da qui alla data in cui voteremo, consiglio di investire mezz’ora al giorno per guardare quelle trasmissioni che vanno in onda al mattino o nei contenitori pomeridiani e che molti definiscono con aria ironica/spocchiosa adeguati alla casalinga di Voghera, dimenticando che, anche se così fosse, le casalinghe sono molte.

L’esercizio che propongo è di grande utilità perché dimostra e spiega come Berlusconi abbia ottenuto a lungo un consenso per molti inspiegabile e che potrebbe rivelarsi ancora decisivo nelle prossime elezioni. Silvio Berlusconi ha tra i suoi sostenitori i più potenti personaggi televisivi, quelli e quelle a cui gli spettatori – ma spesso spettatrici – sono affezionati come fossero persone di famiglia di cui fidarsi. Non è questo un punto di poco conto ed è invece spesso sottovalutato.

Non si tratta solo di limitare lo spazio che i candidati politici utilizzano per fare propaganda ai loro programmi in modo diretto. In modo ben più subdolo e però efficace, i portavoce del messaggio berlusconiano si chiamano Barbara d’Urso o la potentissima Maria de Filippi e checché se ne dica, Greggio e Iacchetti: persone che pur non nominando direttamente l’ex premier sono portatori ed efficaci diffusori del suo sistema di riferimento valoriale.

Il volto stesso di Berlusconi, la faccia stessa intendo, è fisiognomicamente in linea con i programmi delle sue emittenti.

Parafrasando il filosofo James Hillman – “Invecchiando io rivelo il mio carattere, dove per carattere devo intendere tutto ciò che ha plasmato la mia faccia, che si chiama faccia perché l’ho fatto proprio io, con le abitudini che ho avuto, le azioni che ho compiuto..” – la faccia di Berlusconi oggi non racconta solo della sua vita, bensì della nostra vita o almeno della vita dei milioni di spettatori e spettatrici che da 30 anni, e quindi spesso da tutta la vita, guardano la sua tv e ne assorbono i valori.

Quel volto che fa sorridere la sinistra colta, quel volto liftato, quel fondotinta abbronzato, quell’abbigliamento da Billionaire, quel sorriso stirato è invece il marchio di fabbrica di un intero sistema di valori che per molte e molti è di riferimento oltre che gradito e ambito.

Ho scritto in passato che le ormai note ‘Notti di Arcore’ andavano in onda da più di vent’anni e su più reti e averle rese effettivamente reali, non ha suscitato lo stupore per i milioni che da anni le desideravano a tal punto da avere ormai interpretato i vari programmi che le rappresentavano, come la realtà.

Continuo a sostenere che un grande errore della cosiddetta sinistra sia ostinarsi a credere che ciò che è evidente ed acquisito per loro, lo sia per tutti gli italiani. Non è così. E’ utile ricordare che gli italiani non leggono i quotidiani se non in misura risibile, guardano molto la tv generalista, e il web è ancora un mezzo elitario .

Vigiliamo e analizziamo i programmi dei partiti con attenzione: insieme alla riforma della legge elettorale sarà prioritario occuparsi di una legge sul conflitto di interessi e finalmente della riforma della Rai.
E bene ha fatto la Commissione di Vigilanza nei giorni scorsi a chiedere che i candidati politici rispettino la par condicio. Ci avrebbe fatto piacere però se questa importante Istituzione a tutela della democrazia avesse fatto sentire la sua voce più spesso negli ultimi anni, le occasioni non sono certe mancate e i suoi silenzi sono stati assordanti.

In altro modo verrà da chiedersi, come mi ha chiesto un sedicenne in un liceo mesi fa “perché la Commissione di Vigilanza si chiama di Vigilanza se non vigila?”. Chiamare le cose con il loro nome può ancora oggi essere un gesto rivoluzionario.