Tanti commentatori affermano: “Per fare una scelta elettorale occorre guardare i programmi economici”. Altri: “Le scelte economiche dei vari raggruppamenti faranno la differenza”. I vari partiti si affannano a candidare autorevoli professori di economia nelle loro liste per certificare che hanno la ricetta per risolvere i problemi del paese.

Come psicoanalista mi sento visceralmente di dissentire da queste valutazioni. Ritengo che la maggior parte di noi se ne freghi dell’economia, delle ricette messe in atto per modificarla. Sappiamo benissimo o lo intuiamo che è una scienza inesatta, tanto che i migliori economisti hanno puntualmente sbagliato tutte le previsioni. Chi ci ha azzeccato nel prevedere l’inizio della crisi, forse perché ogni tanto è statisticamente inevitabile, ha poi toppato le successive valutazioni. Noi cittadini intuiamo e sentiamo a livello emotivo che esistono fenomeni storici che modificano l’economia mondiale, europea ed italiana che vanno al di là, per fortuna, delle ricette di Brunetta, Monti o Fassina.

In effetti queste sbandierate soluzioni fanno un poco ridere perché appaiono infantili: “Togliamo l’Imu”, “Riduciamo le tasse così stimoliamo i consumi”, “Puntiamo sugli investimenti e sulla crescita”. Sarebbe come se un medico affermasse: “Vogliamo guarire le malattie” oppure ” Puntiamo al benessere “. Ci apparirebbe un poco tautologico o perlomeno ridicolo.

Tutti sappiamo che l’economia è importante ma, anche senza averla studiata, comprendiamo la complessità del fenomeno e capiamo che non esistono ricette miracolose. Le possibili soluzioni per un fenomeno complesso sono inevitabilmente complesse.

Facciamo il paragone con una macchina di Formula 1 che va peggio delle contendenti. Qualcuno potrà consigliare di modificare il motore per avere più potenza ma inevitabilmente, apportando questa modifica, potrebbe succedere che i pneumatici abbiano più usura, che il peso dell’auto cambi e con esso l’aerodinamica. Allora si potrebbe cambiare l’aerodinamica ma, di nuovo, si potrebbero verificare problemi sui pneumatici o sull’usura del motore. Trovare la soluzione ideale è molto complesso e richiede impegno, dedizione, costanza e umiltà.

Anche in psicologia spesso ci troviamo di fronte a una complessità tale che ogni soluzione è fallimentare. Non ha senso consigliare al paziente di fare questo o quello. Solo un impegno costante, umile e la capacità di imparare dagli errori può aiutare. Spesso, come credo succeda in economia, solo a posteriori riusciamo a capire cosa è successo e come mai il paziente è cambiato e migliorato mentre durante la terapia una certa confusione era inevitabile date le molte soluzioni possibili.

Anche per risolvere i problemi economici dell’Italia credo che le doti necessarie siano impegno, dedizione, costanza e umiltà. Quali politici paiono possedere, almeno in parte, queste doti?