Basta polemiche prima dell’arrivo della Befana, che quest’anno dovrebbe essere piena di carbone per un sacco di gente. Dobbiamo fare le nostre primarie!
Sono sicuro che schiacciante sarà il numero dei partecipanti. Scusate se comincio con questa certezza, ma è d’obbligo, prima del mio via a questa consultazione popolare, auspicare questo certo grandioso risultato. Sarà inevitabile per noi, gente di buona volontà, sconvolgere con i numeri chi pretende di volerci governare, o forse più esattamente rigovernare in quest’umido lavabo in cui vogliono ridurre il nostro amato paese, lavandosi pilatescamente le mani grondanti più che altro soldi, dove le nostre vite ormai rischiano di annaspare nel giravoltoso gorgo del buco dello scarico. 
Così quando ci saremo contati, sommando la vittoria alla sconfitta, saremo così tutti uniti intorno a chi o a che cosa ci rappresenterà in tutte le nostre battaglie. E faremo una paura birbona ai nostri veri antagonisti, nel sorreggerci l’un l’altro e nel non naufragare delle nostre speranze.

Dunque un solo comandamento: che tutti partecipino e diffondano in rete questa consultazione. Compagni, ne va della vita del nostro movimento, che deve saper andare oltre la clandestinità delle nostre idee, uscire dai nostri tinelli, esplodere fuori dalle nostre cucine. Invadere mercati rionali e occupare supermercati di ogni colore. Mense scolastiche e ospedaliere saranno obbiettivi primari.

Riassumendo e ricordando a tutti voi che una sola sintesi è necessaria prima di votare in coscienza intorno ai nostri perché, sia chiaro che: “Basta con il cibo che non fa male! Vogliamo cibo, che faccia bene!” Al di là delle polemiche carnivore o vegetariane. 
Cibo che ci tenga lontano dal mutismo dei sapori, degli odori, della qualità minimamente obbligatoria per la vita di tutto il paese come di tutto il pianeta, di noi stessi e di chi ci sta vicino.

Dunque quale sarà il simbolo del nostro movimento?
L’aglio italiano? L’olio extra vergine? L’internazionale quartomondista peperoncino? Le burrate pugliesi?
I compagni siciliani propongano i loro cannoli e i sardi i loro pecorini ma, al di là delle lecite e comprensibilissime peculiarità regionali, bisogna trovare un simbolo nazionale capace di essere rappresentativa e positiva idea dei nostri perché.
Quindi facciamo delle proposte per poi, in corso d’opera, prendere atto di chi e che cosa concorrerà, autolimitando dopo le prime ventiquattrore la gara ai due simboli che platealmente risulteranno al primo e al secondo posto. Non si vedranno eleggere né deputati né senatori ma profumi ed emozioni ormai necessari per predisporsi verso un futuro auspicabile. Oltre al simbolo vincente avremo rintracciato innumerevoli e irrinunciabili parole d’ordine.

Io, per mio conto, propongo le ceppe di rosmarino in fiore circondate in ogni momento da laboriose api. Forse questa immagine è poco sintetica, ma sono certo che i nostri grafici, se dovesse essere questo il simbolo vincente, sapranno ben tradurla in una singola immagine.

Bene, detto questo… Uno, due, tre via! E bomba libera tutti. Ma più che altro, che il grande bombolone alla crema sia con voi in questo giorno in cui cambieremo la nostra storia, come quella delle generazioni a venire.

Il vostro comandante detto “Il Frittata”