Venga, si accomodi. Noi non siamo quel demonio di Santoro e nemmeno quell’anguilla di Vespa. Qui è a casa sua, lei, caro politico di turno, sta parlando alle casalinghe di Voghera, a tutti quelli che hanno passato gli anta e anche di più. Sta anche parlando nelle comunità religiose, in ospedali, nelle stazioni di polizia, negli uffici, nei bar con la tivvù appesa alla staffa Beghelli, insomma sta parlando amabilmente con il grande popolo degli incerti – tre milioni, forse più – che mai sfiorerebbe così da presso e così easy. Sta parlando fuori dai soliti recinti e quello che dice alle nove a Uno Mattina, rimbalzerà per tutto il giorno in tutti i telegiornali e, domani, sulle prime pagine della carta stampata. Chi parla con noi, dura nel tempo. Dunque, si rilassi, nessuno ha il coltello fra i denti.

Sarà questo il fascino prepotente che la trasmissione sta esercitando sui protagonisti della corsa elettorale? Può darsi. Anche perché gli spin doctors sanno che il popolo degli incerti (quelli che, alla fine, nel segreto dell’urna faranno la differenza) non passa da twitter o da facebook: o gli si parla con studiata e convincente calma o è meglio rinunciare. E così, nelle braccia di Franco Di Mare ieri si è fatto stringere – dopo Berlusconi – anche il professor Monti.

Dal conduttore di questi faccia a faccia si pretende più aggressività. Pretesa eccessiva: la trasmissione non è il palcoscenico giusto e Franco Di Mare – collega, fra l’altro, da tempo impegnato in organizzazioni di solidarietà – tende più a sorridere che a mordere. Del Monti di ieri si ricordano due battute, una sulfurea e l’altra molto politica: per Brunetta una “statura accademica” e per Bersani la speranza che “convinca, ma che non vinca”. Il resto si è librato su annunci di microscopici tagli delle imposte, sonetti sulla sua salita in politica così accidentati da ricordare quei disegni montanari e surreali di Dino Buzzati.

Del resto, l’ospite atteso (al carnet ci pensano Franco Di Mare, Maria Pia Ammirati, vice direttore di Rete1, il capo dei servizi Pietro Raschillà: Susanna Petruni non ha voce in capitolo) ieri è stato incartato in tutt’altre faccende: i bambini ipovedenti e gli occhi sgranati di Elisa Isoardi, sociologia spicciola della casalinga inquieta (o forse felicissima), l’obesità e Paolo Di Giannantonio a commentare i giornali con Formisano, passato con Tabacci, tendenza Monti.

Oggi è toccata a Casini. Poi, via via, sfilerà tutta la casta del futuro.

Il Fatto Quotidiano, 4 Gennaio 2012