L’Argentina ha riaccesso la disputa con la Gran Bretagna sulle isole Falkland, chiamate Malvinas dal governo di Buenos Aires. La presidente argentina Cristina Kirchner ha scelto di farlo con una lettera aperta al primo ministro britannico David Cameron, pubblicata oggi con un annuncio a pagamento sui quotidiani Guardian e Independent, nella quale si esorta Londra a rispettare la risoluzione Onu del 1960 che invita i paesi membri “a cessare il colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni”. 

La lettera appare oggi nell’anniversario di quel 3 gennaio 1833 in cui la Royal navy sbarcò sulle isole, cacciando una guarnigione argentina insediatasi tre mesi prima. Secondo la Kirchner, Londra deve aprire negoziati sulla sovranità delle isole che furono “strappate a forza” all’Argentina 180 anni fa. Espellere gli argentini che vivevano su quel territorio e sostituirli con coloni britannici fu “un clamoroso esercizio di colonialismo del diciannovesimo secolo” si legge nella missiva.

Londra non sembra comunque intenzionata a cambiare opinione sulle isole. Il Foreign Office precisa che non vi potranno essere negoziati sulla sovranità delle Falkland “a meno che lo vogliano i suoi abitanti”. Un referendum è previsto in marzo, ma l’esito pro britannico è ampiamente scontato. Il sito del ministero degli Esteri di Londra afferma che l’amministrazione britannica delle Falkland risale al 1765, mentre Buenos Aires sostiene di aver ereditato le Malvinas dalla Spagna. Le tensioni sulle isole contestate a largo della costa argentina sono riprese l’anno scorso, per il trentesimo anniversario della fallita invasione militare argentina.

La guerra del 1982 provocò la morte di 655 argentini e 255 britannici. Attorno alle Falkland, abitate da 3mila persone, è stato recentemente scoperto del petrolio. Il mese scorso l’Argentina aveva protestato per la decisione britannica di ribattezzare Queen Elizabeth land una porzione di Antartide rivendicata da Buenos Aires. Cameron ha respinto le richieste della presidente Kirchner: “Gli abitanti delle Falkland hanno manifestato chiaramente il desiderio di rimanere britannici”, ha risposto il premier attraverso un suo portavoce.