“Il sonno della ragione genera mostri”. Mi pare che in qualche modo questa frase si adatti ad un popolo come quello italiano che consapevolmente ha più volte scelto, prima, di farsi governare da Berlusconi ed oggi altrettanto consapevolmente per buona parte apprezza la politica di Monti, tanto da volerlo ancora alla guida della nazione.

Per rimanere nel mio ambito però non parlerò di come con Monti gli italiani poveri siano sempre più poveri, o di come la gente sia costretta a morire di vecchiaia sul lavoro. Trarrò invece le somme di cosa ha fatto/non fatto in campo ambientale, da quel 16 novembre 2011 in cui giurò davanti all’ex comunista migliorista.

1)  Ha ribadito la propria fede incrollabile nelle grandi opere, tanto amate dalle banche (Intesa San Paolo in primis e dal suo ministro Passera) e tanto succhiatrici di denaro pubblico, a tutto svantaggio di ciò che rimane del welfare. Parlo della Torino – Lione, ma parlo anche dell’art. 33 del decreto sviluppo bis e del grosso favore fatto ai costruttori. Ma anche della prossima lottizzazione del litorale laziale collegata con l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino.

2) Ha introdotto il silenzio-assenso per la costruzione in aree con vincolo ambientale, salvo poi ricredersi e rimangiarselo, a fronte di una sollevazione della parti ancora un minimo sane della nazione.

3) Ha consentito il riutilizzo di rocce da scavo inquinate.

4) Nell’unico caso eclatante che si è trovato ad affrontare di contrasto fra il bene pubblico (salute) ed il bene privato (impresa), ha preso le parti del privato. Parlo del decreto salva-Ilva, la cui legittimità è adesso al vaglio della Corte Costituzionale.

5)  Si è guardato bene dall’intervenire sulla commessa di aerei militari F35, tra l’altro scopertisi molto più costosi di quanto sembrasse.

6) Ha varato sì un disegno di legge per la tutela del suolo agricolo (peraltro non esente da critiche), peccato che però non l’abbia ritenuto così importante da tradurlo in legge prima della fine della legislatura.

7) In compenso, decisamente in contrasto con tale disegno di legge, ha imposto l’accatastamento dei fabbricati rurali, che consente a Comuni e Stato di attingere altra Imu benedetta, ma separa il fabbricato dalla proprietà agricola, rendendolo a se stante, e ponendo quindi le basi affinché possa essere utilizzato per fini diversi rispetto a quelli per cui nacque.

Questo quello che ha fatto in circa dodici mesi di governo il “buon” (si fa per dire) Monti, a conferma di ciò che facilmente predissi (“sono c…i”). Non oso pensare cosa farà il prossimo governo, sia che sia guidato da lui o da un qualche personaggio che si rifaccia alla sua Agenda, come sicuramente accadrà con il Pd, partito ectoplasmatico dato dai sondaggi per vincitore con largo margine.

Auguri per il nuovo anno, povera Italia, ne hai proprio bisogno.