“I candidati dell’Udc li sceglierà l’Udc, così come Italia Futura e Fli sceglieranno i propri”. Pier Ferdinando Casini, nel corso di una conferenza stampa a Roma, manda un messaggio a Mario Monti che, ufficializzando ieri la sua “salita in politica” aveva messo l’accento su “regole di governance molto esigenti” e “vigilanza sulle liste” annunciando anche un ruolo di controllore per Enrico Bondi.

Per il leader dell’Udc le cose stanno diversamente: a Enrico Bondi, infatti, spetterà solo il vaglio delle scelte che faranno i partiti. “Noi ci sottoporremo al vaglio di Bondi sulla base dei criteri che saranno stabiliti dal presidente del Consiglio e saremo lieti di farlo – ha assicurato Casini – Sono contento che si sia realizzata questa iniziativa e che si stabiliscano dei criteri non solo di carattere giuridico e giudiziario, ma che si ponga anche il tema del rinnovamento, della selezione e del ricambio della classe dirigente“. Quanto alle voci di una mancata ricandidatura di Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione, Casini ha chiarito: “Cesa e Buttiglione sono segretario e presidente del mio partito, bisognerà chiedere a loro se candidano me”. Il commento finale arriva da Twitter: ”Abbiamo sottoscritto l’Agenda Monti e i nostri candidati passeranno l’esame Bondi. Seminare zizzania è tempo perso, avanti tutta”.

Casini attacca poi Bersani che si è alleato con “un rispettabilissimo signore che fa il presidente della Puglia e che ha idee antitetiche sul bene del Paese rispetto all’opera di Monti e noi non possiamo fare sconti su questo: come si conciliano, mi chiedo, le posizioni di Enrico Letta o Giuseppe Fioroni con quelle di Vendola? Rispetto le scelte di tutti, ma il Pd non faccia l’esame del sangue a noi”.

Il leader dell’Udc ha infine smentito che vi sia stata una lite con Corrado Passera nella riunione con Monti e i rappresentanti del centro. “Lui la pensa così e ha motivazioni da vedere con gradissimo rispetto, ma francamente è una delle persone che stimo di più e che mi sono più amiche. Quando ho letto dello scontro Casini-Passera mi sono messo a ridere”. Che sia stato uno scontro o solo un confronto, sicuramente sono emerse due posizioni diverse, inconciliabili. E una ha prevalso sull’altra. Pier Ferdinando Casini ha ottenuto che alla Camera non ci sia una lista unica dietro l’insegna dell’Agenda Monti. Corrado Passera, che ha fermamente sostenuto questa opzione, ha conseguentemente fatto un passo indietro, annunciando il ritiro della candidatura alle prossime elezioni. E ora si concede una pausa di riflessione.