17 ottobre 2008. L’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini riceve la telefonata di Barbara Guerra (leggi l’articolo). La ragazza si prepara a incontrare Silvio Berlusconi. Tarantini ad un certo punto le dice: “Con quello sai quando entri e non sai quando esci”. L’imprenditore barese le spiega anche come vestirsi: “L’importante è che non sembri una ragazzina o una troietta, prenditi un completo scuro con giacca, poi portati dei fogli, arriva con in mano tre quotidiani”. Poi le chiede come è andata l’ultima volta (con B. s’intende ndr): “Si è comportato bene?”. Lei risponde: “Sì, mi ha un po’ sculacciato”. Nel procedimento della Procura di Bari per lo scandalo della sanità pugliese in cui è coinvolto Tarantini. L’imprenditore è il procacciatore ufficiale di escort per il Cavaliere, che dallo stesso avvocato di B., Niccolò Ghedini, fu battezzato come “utilizzatore finale”. Era l’estate del 2008 e le “cene eleganti” non erano entrate nel vocabolario dei giornalisti per definire le serate ad alto tasso erotico organizzate dal premier tra Palazzo Grazioli e Arcore. Ascolta l’audio integrale  di Antonio Massari, elaborazione grafica Gisella Ruccia