Il teatrino dei politici messo in atto fin dalle prime ore di questa squallida campagna elettorale appena iniziata che ci accompagnerà fino al 23 Febbraio del 2013 è qualcosa che rifiutiamo da subito.

I boiardi della politica si insultato, si minacciano fra gli scranni del Parlamento, arrivano fino a noi velate passate, passatine e passatone dai più alti colli, a volte molto chiare a volte misteriose.

Ci stiamo domandando in che Paese viviamo ormai da 20 anni, da quanto trattando con “cosa nostra” e colludendosi con la mafia ci hanno fatto ammazzare i figli che erano troppo giovani per morire sotto 277 chili di tritolo, non un chilo di più non un chilo di meno, posizionato in un budello dove ne sarebbero bastati 2 chili per far crollare tutto.

Siamo 51 famiglie che il sistema di questo famigerato Paese ha messo in difficoltà per i propri interessi e i tornaconti i più beceri della politica tutta.

Infatti, dopo 20 anni non siano ancora riusciti a sistemare neppure sul piano economico le nostre vittime, su quello giudiziario poi ci hanno dato un barlume di giustizia arrestando, processando e condannando 15 mafiosi che il sistema ha consegnato dopo averli fatti trovare con i telefonini in mano e per i quali già oggi si discute se rimandarli ai domiciliari fuori dal carcere, dove secondo i leader dei radicali e tanti altri benpensanti firmatari di manifesti redatti in difesa dei diritti umani, starebbero male e sarebbe incivile tenerli.

A questo punto il disgustoso teatrino politico intriso di interessi e opportunismi, dei vari capi politici dei partiti che compongono il Parlamento e di quanti inventano in queste ore nuovi partiti se mai ce ne fosse ancora bisogno, lo ritorniamo su di un vassoio di “ferro arrugginito”, quale regalo di Natale, a quanti in questi anni hanno pensato solo a se stessi e alle proprie di famiglie, spesso rubando a piene mani e non solo, hanno combattuto con le unghie e con i denti affinché la verità tutta sulle stragi del 1993, sulla strage di Via dei Georgofili, non fosse scritta sulla carta bollata, ma volutamente ignorata, nascondendola sotto il velo trasparente della Ragion di Stato con la compiacenza di quella Magistratura che la schiena dritta non ha.