“Tutti noi dipendiamo virtualmente dall’accesso a internet per affrontare i vari aspetti della vita quotidiana e abbiamo tutti diritto a un accesso su base equa ai servizi pubblici online”. Sono state queste le parole di Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea in riferimento alle norme proposte dalla Ue sull’accesso garantito ad alcuni siti internet istituzionali per anziani e disabili. La normativa dovrà essere approvata entro la metà del 2014 ed essere a regime l’anno successivo e impegnerebbe gli Stati membri ad attuare misure per garantire l’accesso a internet per una serie di servizi giudicati “essenziali” da parte della Commissione. Dodici le categorie di siti che dovranno essere facilmente accessibili anche alle persone con difficoltà visive, uditive o di movimento. Ricerca di lavoro negli uffici di collocamento, dichiarazione dei redditi e tutte le agevolazioni fiscali come borse di studio e assegni famigliari, a cui si uniranno tutte le pratiche legate al rilascio di documenti e certificati da parte della pubblica amministrazione e del settore sanitario. Infine dovranno essere garantiti gli accessi ai cataloghi delle biblioteche comunali e data la possibilità di inoltrare denunce agli organi di polizia in caso di furto o molestie. Gli aiuti andranno dal supporto audio per scritte e immagini per persone con disabilità visive, fino alla trascrizione su schermo di file audio e video per chi invece ha problemi a sentire correttamente.

Un progetto sicuramente ambizioso che renderebbe più semplice la vita agli oltre 80 milioni di disabili e 87 milioni di cittadini over65 che vivono in Europa. In Italia sono quasi 3 milioni le persone colpite da una qualche forma di disabilità e rappresentano quasi il 5% dell’intera popolazione italiana. “I siti web offrono una grande opportunità a tutti i cittadini per accedere ai vari servizi e usufruire delle opportunità – è il commento di Sunil Deepak, responsabile per l’attività scientifica dell’Aifo (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) e consulente dell’Oms per la disabilità -. La nuova direttiva europea è importante e positiva per stimolare le istituzioni che si rivolgono alle comunità, a rendere questi servizi accessibili alle persone con disabilità e anche ad altri gruppi come gli anziani”. Proprio l’Aifo ha realizzato in occasione della “Giornata internazionale delle persone con disabilità” dello scorso 3 dicembre, un video con cui viene sottolineata la necessità di garantire l’accesso al web anche per chi ha problemi visivi o uditivi. “Rendere i siti web del settore pubblico accessibili – continua Deepak -, seguendo gli standard riconosciuti e validi per tutti, incluse le persone con disabilità intellettiva ad oggi ancora tra le più escluse, vuol dire contribuire incisivamente al processo di ‘awareness raising’, presupposto del cambiamento culturale che sta alla base della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Ad esempio: la norma può stabilire che vi siano degli scivoli su tutti i marciapiedi, ma ciò non impedisce alle autovetture di ostruirne il passaggio. Questo approccio rispecchia perfettamente la definizione di disabilità contenuta nella Convenzione, vale a dire ‘l’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali'”.

La proposta alla Commissione europea mette a tutti gli effetti in atto l’azione numero 64 dell’Agenda digitale europea oltre che applicare l’articolo 9 della Convenzione Onu. “Una volta attuata – si legge in una nota -, la proposta contribuirebbe a sviluppare un mercato europeo dell’accessibilità del web per un valore stimato a 2 miliardi di euro. Tale mercato attualmente realizza solo il 10% del proprio potenziale. Le innovazioni generate dalla proposta miglioreranno l’utilizzo di internet per tutti gli utenti grazie a una maggiore funzionalità e ai minori costi per garantirla”. La proposta infatti, seppur dedicata a disabili e anziani, permetterà ai governi di dare una forte spinta verso la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, una manovra che, se dovrà essere garantita per i cittadini con alcune difficoltà, allo stesso modo diverrà uno standard a livello europeo per l’accesso a servizi online. I dati diffusi dalla stessa Unione Europea in merito all’accessibilità sono infatti allarmanti: sugli oltre 761 mila siti internet degli enti pubblici, solo un terzo sarebbe pienamente e facilmente accessibile da tutta la popolazione.