Ci sono un paio di leggende che circolano sul conto di Giorgio Pagliari (appassionato di tennis ed ex capogruppo Pd durante la giunta Vignali): la prima è che non abbia avuto gli attributi per candidarsi a sindaco; la seconda che la sua mancata candidatura sia dipesa dai vertici del partito. Leggende. Di fatto quando tocca metterla dentro con un calcio di rigore ha il gomito del tennista. E sul dischetto ci manda un altro.

Quella che invece è realtà è la sua bella e soavemente rimossa (dall’entourage partitodemocratico) intervista a sua insaputa: a questo link, minuto 2 e 48” Giorgio il Tennista ci rivela che tutto ciò che avversava in Consiglio Comunale sulle varianti urbanistiche… Vincenzo Bernazzoli (attuale Presidente della Provincia di Parma e trombatissimo Pd nel ballottaggio con Federico Pizzarotti) approvava. Tempo ventiquattro ore e Giorgio da Wimbledon chiede scusa (per aver detto la verità) non agli elettori, ma a Bernazzoli: buono il servizio. Giorgio Panatta, si candida adesso alle primarie Pd per andare in Parlamento. Con che coraggio lui, e con che fegato chi lo vota, dopo quell’intervista?

Alle stesse primarie è candidato Nicola Maestri, capogruppo di maggioranza Pd in Consiglio Comunale a Sala Baganza (paese alle porte di Parma). Personalmente sono di idee politiche diverse da quelle del Pd, ma quando una persona è onesta, come Maestri, non ho barriere né confini. Ho la certezza che si possano percorre strade diverse, ma se guidati dagli stessi valori ci si ritroverà dalla stessa parte, quella giusta.

Mi sono domandato che credibilità potrei avere io, che sostengo il M5S, nello scrivere un articolo che fa il tifo per l’esponente di un partito che ho smesso di votare da anni e la risposta è che l’onestà e la trasparenza di un uomo è comunque patrimonio di tutti. Guido Picelli, l’uomo che nel 1922 comanda gli Arditi del Popolo di Parma e che respinge e sconfigge i fascisti di Italo Balbo, aveva compreso che si doveva essere uniti, mettere da parte le beghe di partito e quelle personali per contrastare il nemico comune. Allora era il fascismo, oggi è la politica che ha compromesso la propria trasparenza grazie a politici che l’hanno offuscata.

Nicola Maestri, devo ammettere, di tanto in tanto taglia l’erba davanti casa e in una recente intervista (a sua insaputa) ha ammesso d’aver reciso un paio di margherite e ferito un’ape: nonostante il giorno dopo abbia chiesto scusa al mondo botanico e alla comunità imenottera è evidente che non può concorrere con uno come Giorgio Roland Garros, che col suo fuori onda invece di sollevare uno tsunami ha fatto sbadigliare le logiche di partito.

Per questo le primarie del Pd sono davvero una dimostrazione di democrazia: da Giorgio Pagliari a Nicola Maestri, gli elettori del Partito Democratico sanno distinguere le due facce della stessa medaglia? E se questa fosse il premio di un match di tennis… distinguerebbero il diritto (Nicola) dal rovescio (di Giorgio)?