“Parametri europei, parametri europei…” Che bellezza! Da quando il presidente Napolitano ha concesso la grazia a Sallusti  tutti hanno scoperto questa parola magica, tutti vogliono fare come in Europa anche in materia di libertà di informazione. Il Quirinale ha fatto riferimento al Consiglio d’Europa che aveva richiamato l’Italia ad abrogare il carcere per i giornalisti perché tale pena “non rientra nei parametri europei”

Sallusti, nella sua lettera di ringraziamento, si è augurato che il carcere sia abrogato per tutti i cronisti e l’Italia si adegui finalmente ai “parametri europei…” Non pochi parlamentari, e non solo di destra, si sono già impegnati a lavorare affinché il futuro parlamento proceda con celerità a cancellare i reati estranei ai “parametri europei…”

Questo entusiasmo ci riempie di gioia e, per certi aspetti ci commuove, finalmente tutti, ma proprio tutti si sono convinti che l’Italia, anche in materia di libertà di informazione, dovrà adeguarsi ai “parametri europei”.

Solo per doverosa informazione vorremmo ricordare ai neofiti della materia che la Commissione europea, il Consiglio d’Europa, il Parlamento Europeo nel 1999, tutte le agenzie internazionali, ci hanno più volte richiesto di: risolvere il conflitto di interessi, reintrodurre una normativa antitrust, fare una asta per assegnare le frequenze digitali per la tv, liberare la Rai dal controllo del governo e dei partiti, mettere fine alle liste di proscrizione, ed anche abrogare il carcere per il reato di diffamazione.

Se davvero si vuole adeguare la legge italiana a quella europea basterà fare un bel decreto, metterci dentro tutto e poi vedere chi lo voterà. Cosa faranno i mazzieri del conflitto di interessi, europeisti a giorni alterni a seconda del tornaconto del momento?