Da Novembre 2012 il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti (C.A.M.) di Firenze, di cui sono coordinatore, ha iniziato una collaborazione con Fabrizia Paloscia per una attività di formazione e sensibilizzazione nelle aziende italiane sulle tematiche di genere e sulla violenza domestica. E’ la prima esperienza in Italia.

Fabrizia Paloscia, autrice del libro “Fabrica Ethica, un’utopia applicata, costruire in modo olistico la responsabilità sociale delle imprese”, si propone come prima olomanager per le imprese. 

Una olomanager, ci spiega,  è un manager in grado di avere una visione lucida della complessità e dei moltissimi elementi copresenti nella realtà quotidiana. E’ in grado di intersecare le varie letture con l’attivazione di progetti cantierabili tempestivamente per risolvere  i problemi che opprimono l’umanità,  da troppo tempo, per gli effetti dell’esclusione di questi temi dalle priorità politiche globali.

Dalla storia delle sue competenze, riguardante la responsabilità sociale delle imprese, quasi 10 anni di lavoro, condotto per la Regione Toscana, con le imprese e tutti gli attori sociali ed economici, nasce anche questa idea. Tutta questa esperienza ha nutrito e rafforzato il convincimento che se c’è un fenomeno, come ad esempio quello del femminicidio, le imprese possono avere  un ruolo fondamentale poiché sono centrali di aggregazione umana, ma anche luoghi che, se non sono governati nella direzione del benessere organizzativo e, quindi, se non riescono a far vivere un clima aziendale autentico e costruttivo, diventano terreno dove disagio, insicurezza e malessere creano un cocktail lesivo manifestabile in azienda e  ovunque.

C’è sempre maggiore bisogno di mettere in campo una qualità olistica dello sviluppo per creare le condizioni di una cittadinanza globale che possa esprimere appieno la sua capacità di costruzione pacifica  e in questo è di aiuto una olomanager. La visione è proprio quella di abbracciare più aspetti possibili per risolvere quanto rimane disatteso nell’agenda nazionale e globale, senza mai trovare i dispositivi che sciolgano i nodi di un malessere diffuso, e non si tratta solamente di scelte politiche, ma di elevare le capacità progettuali di tutti.
Affrontare il femminicidio significa affrontare un tema che ha le sue radici in una profondità strutturale che, se non viene disinnescata, porterà a sempre maggiori criticità. E’ già da tempo  in onda un’acutizzazione di una guerra mondiale diffusa, per assurdo, tra un sesso che non sopporta l’autonomia dell’altro. Non c’è tempo da perdere per dare vita a un processo di comunicazione funzionale.

L’esperienza nelle aziende è stata, finora, veramente ricchissima, gli sguardi si illuminano, l’interesse sale ogni volta di più, gli uomini vogliono parlare, apprezzano i toni pacati, avvertono come utili gli strumenti per comunicare in modo non violento.

Un’impresa sicura e  responsabile è un’impresa che affronta qualsiasi fenomeno sociale, perchè ha gli strumenti culturali per poter sviluppare soluzioni e trarre rafforzamento e competitività imprenditoriale  proprio dalla volontà di creare esperienza su ogni fronte individuato.

di Mario De Maglie