Oggi, come da calendario, si sono celebrate le Primarie del Pdl.

Sala uno: Il proprietario del Pdl, Silvio Berlusconi, va in televisione. La sua televisione. Da Barbara D’Urso, di domenica pomeriggio. Dice che abolirà l’Imu. Il traino (in termini di audience) glielo ha fatto Michele Misseri. Il mio invito, sempre caloroso, a Silvio Berlusconi è di dare un’occhiata a Twitter quando gli vengono in mente queste idee. Twitter non sarà di certo un termometro fedele dell’elettorato, men che meno del suo elettorato, però è una buona spia del malessere del Paese verso idee che solo fino a qualche anno fa sarebbero state perfettamente sensate.

Sala dueIl segretario del Pdl, Angelino Alfano, partecipa alla convention di una corrente del Pdl, quella che va contro il proprietario (e dunque contro il segretario che si accoda al proprietario). Dunque Alfano va contro se stesso, ma in fondo non è la prima volta. Questa corrente del Pdl si chiama ‘Italia popolare‘ (la parola ‘popolare’, insieme alla parola ‘libertà’, è oramai completamente consumata se utilizzata come nome di formazioni politiche: se tutti sono popolari e tutti usano la parola libertà, le due parole non sono un valore aggiunto). Lo scopo della corrente è chiedere a Monti, bersagliato mediaticamente ma sempre sostenuto in Parlamento, di essere il leader dei moderati (definizione che i conservatori e alcuni reazionari italiani hanno utilizzato per autoappellarsi). Tra gli animatori della corrente anti-proprietario e un po’ anti-segretario (che però chiude l’evento) ci sono i due capigruppo del Pdl in Italia (Cicchitto) e in Europa (Mario Mauro). 

Sala tre: i dissidenti del Pdl Giorgia Meloni e Guido Crosetto sono ad un’altra convention del Pdl contro il proprietario del Pdl, il segretario del Pdl e il Presidente del Consiglio che il Pdl (Meloni e Crosetto inclusi) ha sostenuto in tutto questo anno, votando le decine di fiducie a cui il Parlamento è stato obbligato. La parola ‘dissidenti’, a questo punto, meriterebbe un’approfondita riflessione semantica. 

Non si sa, per il momento, chi vincerà queste Primarie. Gli italiani, nel frattempo, si devono accontentare di due certezze: la prima è che il Bertinotti di Corrado Guzzanti che scindeva la sinistra in atomi non aveva ancora visto nulla. La seconda è la diretta conseguenza della prima: molti di noi sono stati critici, satirici, cattivi contro il centrosinistra italiano ma è giunto il momento di ammettere che il centrosinistra italiano non era mai riuscito ad arrivare a questo livello.