Scioccata e sconvolta per quello che ha visto. Chiara Danese, una delle “pentite” di Arcore, costituitasi parte civile nel processo Ruby-bis a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, dopo la cena del 22 agosto, si sentiva così. Lo ha riferito sua sorella, sentita il 14 dicembre in aula come teste. La testimone ha ricordato come diverso tempo dopo quella sera la sorella le avesse raccontato di aver visto strusciamenti e toccatine durante la cena a Villa San Martino, da cui si era poi allontanata, e come per molti mesi avesse avuto bisogno delle cure di uno psicologo per riprendersi.

“Dopo quella serata Chiara non mangiava più e passava tutta la giornata a letto. Era sotto choc – ha raccontato la sorella della Danese in aula – Quando mia sorella iniziava a raccontare di quella sera non smetteva mai di piangere, mi disse che era rimasta sconvolta da come le ragazze si comportavano con Silvio Berlusconi. Si strusciavano addosso a lui, si facevano toccare e per lei non era accettabile una cosa del genere. Quando partì l’inno del Pdl lei e Ambra Battilana non cantavano assieme alle altre e mi disse che Fede la spingeva ad alzare le mani e a cantare insieme ‘meno male che Silvio c’e'”. La sorella ha poi confermato il racconto sulla statuetta di Priapo: “Mi disse che mentre Berlusconi raccontava una barzelletta sporca entrò un cameriere con un vassoio e sollevato il coperchio spuntò una statua che aveva un grande fallo e le ragazze mimarono dei rapporti orali“.

Riguardo a Nicole Minetti, la teste ha aggiunto: “Mia sorella mi disse che la Minetti restò completamente nuda e mise i seni in faccia al premier“. Ha infine raccontato che “Chiara si sentì male, chiese una camomilla e dopo un po’ assieme ad Ambra andò da Fede per chiedere se potevano andare via”. “Fede – ha proseguito – disse a mia sorella: ‘Se andate via scordatevi meteorine e miss Italia‘”.  La ragazza ha anche raccontato che, dopo l’uscita sui giornali del caso, la sorella non “usciva più”, perché c’era chi l’apostrofava come “la fidanzata di Berlusconi”, “ci sei andata a letto”. Nell’udienza del 14 dicembre è stata sentita anche la madre della Danese e la sorella di Imane Fadil. Il processo è stato aggiornato al prossimo 11 gennaio.