Ora tutti contro Dell’Utri. Gli scontri interni al Pdl non si placano. Dopo la sfida a distanza tra Angelino Alfano e il senatore siciliano ora quest’ultimo riceve anche le frecciate di due ex An, il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri e il coordinatore Ignazio La Russa. L’inizio di tutto è l’ennesimo attacco del senatore del Pdl, da sempre al fianco di Berlusconi, al segretario del Pdl, durante un’intervista alla Zanzara di Radio24: “Come segretario Alfano è stato il nulla, il nulla assoluto. Ma vi rendete conto? Alfano finora è stato zitto su una cosa importantissima, non ha preso le difese del partito dopo l’uscita del libro di Ingroia. C’è Ingroia che dice che Forza Italia, il partito che ho fondato con Berlusconi, è una diretta emanazione della mafia e lui sta zitto? Non dice niente, ma stiamo scherzando?”. E ancora: “Non ha avuto il coraggio di dire niente, non ha detto una parola su Ingroia. Ma come è possibile? Gli mancano gli attributi, le palle. Come diceva il Manzoni se uno non ha il coraggio non se lo può dare. Pazienza, rimane una brava persona. Ma ho detto quello che nel Pdl dicono tutti basta andare in giro. Potrei dire di peggio, ma non voglio farlo”. Continui attacchi che fanno scrivere alla Velina Rossa che Alfano sarebbe vicino all’uscita clamorosa dal Pdl. Cosa già smentita dal portavoce del segretario del Pdl.

Dell’Utri ha anche spiegato di avere intenzione di ricandidarsi “perché sono ancora perseguitato” e ha messo in forse le ricandidature addirittura di Alfano e di Giorgia Meloni: “Ma siamo noi che forse non ricandidiamo loro, Alfano e la Meloni. Che diritto hanno a dire loro chi si deve candidare? Non decidono loro. E poi la Meloni non è neanche nel mio partito. Parlano così perché pensano che io sia più debole. Come si dice… quando l’albero cade tutti corrono a far legna”. E i conduttori gli chiedono: quando vede in tv La Russa, Gasparri e Cicchitto lei che fa? “Cambio canale. Berlusconi dice che scende in campo per vincere e ci dobbiamo credere tutti. In pochi mesi ho visto grandi e clamorosi rivolgimenti”.

Da qui le repliche di La Russa e Gasparri. “Con tutto il rispetto per Dell’Utri e le sue peripezie giudiziarie per le quali non abbiamo mai avuto remore a dargli solidarietà anche con il voto in Parlamento, credo che sbagli ad attaccare senza logica il segretario Alfano a cui dovrebbe semmai riconoscenza – dichiara l’ex ministro della Difesa – Se vedo Dell’Utri in tv magari lo guardo sperando che non sia solo cronaca giudiziaria. La sua pretesa di essere ancora candidato alle elezioni invece è del tutto inconcepibile per chi viene dalla mia storia politica”. A La Russa si aggiunge il capogruppo al Senato: “Più che i gusti televisivi del senatore Dell’Utri – afferma Gasparri – mi meraviglia che rivendichi un ruolo nella stesura delle liste elettorali. Se così fosse, bisognerebbe davvero pensare ad altre vie per rappresentare il centrodestra che certamente da Alfano, dalla Meloni e da tanti di noi è ben rappresentato. Credo, inoltre, conoscendo l’antica amicizia che intercorre tra Silvio Berlusconi e Dell’Utri, che per Berlusconi, al quale sono legato da sincero affetto, si addica in questo caso l’antico detto: ‘dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io’”.

Ai due ex An arriva la controreplica di Sandro Bondi, un altro dei coordinatori. “Io credo che Marcello Dell’Utri meriti rispetto, come del resto lo merita Alfano – dice – Mentre noi eravamo al governo, Dell’Utri ha trascorso questi anni a difendersi da accuse ingiuste come quelle rivolte a Forza Italia da magistrati accecati da teoremi che cozzano contro la verità e il sentimento di milioni di italiani che hanno aderito ad un movimento pulito e innovatore come Forza Italia. Dell’Utri ha pagato un prezzo molto alto per una scelta che in questi anni ha consentito a tutti noi di manifestare la nostra passione politica al servizio del nostro Paese. Non spetta perciò a La Russa decidere della sua candidatura, ma semmai, democraticamente, gli organi del partito, come del resto per ciascuno di noi”.